La UEFA ha preso una posizione ferma e definitiva contro Petr Vlachovsky, ex allenatore del calcio femminile ceco, imponendogli una squalifica a vita da qualsiasi attività legata al mondo del pallone. La decisione è stata ufficializzata dall'Organo di Controllo, Etica e Disciplina (CEDB) della federazione europea, a seguito di un'approfondita indagine interna scaturita da gravissime accuse di condotta inappropriata. Oltre alla radiazione immediata, la UEFA ha formalmente richiesto alla FIFA di estendere questo provvedimento a livello globale, garantendo che l'uomo non possa mai più ricoprire ruoli tecnici o dirigenziali in nessuna parte del mondo. Contestualmente, è stato ordinato alla Federcalcio della Repubblica Ceca di revocare definitivamente la licenza di allenatore in possesso del quarantaduenne.

Le radici di questo scandalo risalgono al 2023, quando Vlachovsky fu arrestato dopo che le autorità locali avevano rinvenuto online filmati compromettenti girati all'insaputa delle atlete. Nel maggio del 2025, l'ex tecnico era già stato condannato dalla giustizia ordinaria a un anno di reclusione con pena sospesa e a un'interdizione di cinque anni dalle attività sportive sul suolo nazionale. Le indagini hanno confermato che l'uomo aveva installato telecamere nascoste negli spogliatoi del 1. FC Slovacko per riprendere le calciatrici durante i momenti di intimità. Tra le vittime coinvolte figurano diverse atlete, la più giovane delle quali aveva solamente diciassette anni al momento dei fatti, un dettaglio che ha ulteriormente aggravato la posizione etica e legale dell'imputato di fronte agli organi di giustizia sportiva internazionale.

Le conseguenze psicologiche sulle giocatrici sono state devastanti, come emerso dalle testimonianze raccolte dai media cechi e dal sindacato mondiale dei calciatori, FIFPRO. Molte atlete hanno dichiarato di aver appreso della violazione della loro privacy solo dopo l'arresto del tecnico, vivendo da allora in uno stato di costante ansia e trauma. Alcune vittime hanno confessato di soffrire di insonnia e di provare un profondo timore negli spazi pubblici, temendo costantemente di essere osservate o riprese a loro insaputa. Il sindacato FIFPRO ha accolto con favore la decisione della UEFA, sottolineando come questo risultato invii un messaggio forte e necessario: i comportamenti abusivi e inappropriati non hanno posto nel calcio e la salvaguardia del benessere dei giocatori deve rimanere una priorità assoluta a ogni livello del gioco.

Petr Vlachovsky non era una figura marginale nel panorama calcistico della Repubblica Ceca, avendo guidato il 1. FC Slovacko per quasi quindici anni e avendo ricoperto il prestigioso incarico di commissario tecnico della nazionale femminile Under-19. La sua lunga permanenza nel club e nelle istituzioni federali ha reso il tradimento della fiducia ancora più doloroso per l'intero movimento sportivo del paese. Il club Slovacko, pur non avendo rilasciato dichiarazioni ufficiali immediate dopo l'ultima sentenza della UEFA, si trova ora a dover gestire le macerie di uno scandalo che ha macchiato la sua immagine internazionale. Questa vicenda pone l'accento sulla necessità di protocolli di sicurezza più rigidi e di un monitoraggio costante all'interno delle strutture sportive per prevenire simili abusi in futuro e proteggere l'integrità delle atlete.