Aurelio De Laurentiis ha deciso di rompere gli indugi per definire il futuro tecnico del Napoli, avviando una vera e propria operazione nostalgia mista a ambizione tattica. Con l'addio anticipato di Antonio Conte, che ha già manifestato la volontà di interrompere il suo rapporto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale, il club partenopeo si è fiondato su Maurizio Sarri. Il direttore sportivo Manna ha preparato il terreno, ma è stato il presidente in persona a rifinire l'offerta per quello che i tifosi del Maradona ricordano ancora con affetto come il "Comandante". L'obiettivo è affidare a lui la panchina nell'anno del Centenario, cercando di riprendere quel discorso interrotto bruscamente al termine della stagione 2017-2018, quando la bellezza del gioco espresso non bastò per strappare lo scudetto alla Juventus.

La proposta contrattuale messa sul tavolo è concreta e dettagliata: un accordo biennale con un'opzione per la terza stagione, con garanzie tecniche che includono anche lo staff del tecnico toscano. Per convincere definitivamente Sarri, il Napoli sarebbe pronto a regalargli Mario Gila, difensore centrale della Lazio valutato circa 25 milioni di euro, considerato il profilo ideale per guidare la retroguardia. Il tecnico si troverebbe a gestire una rosa di altissimo livello, con campioni del calibro di Alisson, De Bruyne, Lobotka e Hojlund, elementi che sembrano nati per esaltarsi nel suo iconico 4-3-3. La dirigenza azzurra è convinta che la qualità degli interpreti attuali possa permettere un ritorno immediato ai vertici del calcio europeo, sfruttando la partecipazione alla prossima Champions League come vetrina principale.

Tuttavia, la strada che porta al ritorno di Sarri non è priva di ostacoli significativi, a partire dalla concorrenza serrata dell'Atalanta. Il club bergamasco, che a breve ufficializzerà l'ingresso di Cristiano Giuntoli nei quadri dirigenziali, sta esercitando un forte pressing sull'allenatore. Si profila dunque un duello tra vecchi amici: da una parte De Laurentiis e dall'altra l'ex direttore sportivo dello scudetto, entrambi pronti a contendersi la firma del tecnico. Un ulteriore nodo è rappresentato dal contratto che lega ancora Sarri alla Lazio fino al 2028; trattare con Claudio Lotito non è mai semplice e servirà una diplomazia sopraffina per liberare l'allenatore senza eccessivi esborsi economici o complicazioni legali.

Nonostante la priorità sia attualmente rivolta al tecnico toscano, il Napoli non vuole farsi trovare impreparato e mantiene vivi i contatti per altre piste di prestigio, tra cui spicca il nome di Massimiliano Allegri. L'ex allenatore della Juventus rappresenta un'alternativa di caratura internazionale che intriga non poco la presidenza per la sua capacità di gestire gruppi di campioni e ottenere risultati immediati. De Laurentiis ha fretta di chiudere la questione entro i primi giorni di giugno, prima della sua partenza programmata per gli Stati Uniti. Il presidente vuole avere il nome del nuovo allenatore in valigia per poter pianificare con serenità il mercato estivo e il ritiro precampionato, evitando che l'incertezza possa condizionare l'inizio della nuova stagione agonistica.