Il mercato estivo si preannuncia rovente sull'asse Milano-Roma, con Manu Koné al centro di un intrigo che coinvolge ambizioni tecniche e necessità di bilancio. La società giallorossa, guidata in panchina da Gian Piero Gasperini, ha individuato nel centrocampista francese il profilo ideale da sacrificare entro la scadenza del 30 giugno per ottemperare ai rigidi vincoli del Fair Play Finanziario. Oltre alle motivazioni puramente economiche, pesano anche valutazioni tattiche: il tecnico di Grugliasco predilige mediani con spiccate doti realizzative e propensione offensiva per il suo schema a due. Avendo già in rosa Bryan Cristante, che possiede caratteristiche di equilibrio simili, Gasperini ritiene che la coppia con l'ex Borussia Mönchengladbach non garantisca il giusto mix di inserimenti e pericolosità sotto porta, rendendo di fatto il francese un pezzo pregiato ma non indispensabile per il nuovo corso tattico capitolino.

In questo scenario si inserisce con forza l'Inter, con Cristian Chivu che non ha mai nascosto la sua profonda ammirazione per il talento transalpino. L'allenatore rumeno considera Koné il tassello mancante per completare un reparto che attualmente manca di un elemento con le sue specifiche doti fisiche, dinamismo e capacità di strappo palla al piede. Già nella scorsa sessione estiva, il club di viale della Liberazione era arrivato a un passo dalla chiusura dell'affare sulla base di circa 35 milioni di euro più bonus, prima che la Roma decidesse di fare marcia indietro all'ultimo momento trattenendo il giocatore. Oggi, con le gerarchie tecniche mutate e la necessità impellente di fare cassa, i nerazzurri sono pronti a tornare alla carica per regalare al proprio tecnico il rinforzo tanto agognato, convinti che il francese possa compiere il definitivo salto di qualità nel contesto di San Siro.

La trattativa, tuttavia, non si preannuncia semplice a causa delle elevate pretese economiche della proprietà americana della Roma. Nonostante l'obbligo di vendere per far quadrare i conti, la dirigenza giallorossa non ha intenzione di svendere il proprio gioiello e ha fissato il prezzo di partenza a non meno di 40 milioni di euro, con l'obiettivo dichiarato di avvicinarsi ai 50 milioni attraverso l'inserimento di vari bonus legati ai risultati sportivi. Questa valutazione, superiore rispetto a quella concordata un anno fa, pone l'Inter in una posizione di attesa strategica: la dirigenza nerazzurra sta valutando se assecondare la richiesta o sfruttare la pressione temporale che grava sui capitolini. Il paradosso di un prezzo lievitato proprio quando il venditore ha più urgenza di concludere rappresenta il principale ostacolo burocratico di un'operazione che, dal punto di vista tecnico, trova invece il pieno gradimento di tutte le componenti interiste.

Ad agitare ulteriormente le acque sono stati i recenti avvenimenti extra-campo, in particolare quanto accaduto durante la rifinitura precedente all'ultimo derby della Capitale. Koné ha lamentato un fastidio muscolare improvviso che lo ha costretto a saltare la stracittadina, un forfait che non è passato inosservato agli occhi di Gasperini e della dirigenza. Il sospetto, serpeggiante nell'ambiente di Trigoria, è che il calciatore possa aver agito con eccessiva prudenza per non rischiare di compromettere la sua partecipazione ai prossimi Mondiali, un atteggiamento che avrebbe incrinato il rapporto di fiducia con lo staff tecnico. Qualora l'affare con la Roma dovesse complicarsi eccessivamente, l'Inter tiene comunque viva la pista che porta a Curtis Jones del Liverpool. Il centrocampista inglese, già seguito con attenzione durante il mercato di riparazione di gennaio, ha il contratto in scadenza e ha manifestato il desiderio di tentare una nuova esperienza all'estero, rappresentando la prima alternativa di lusso nel caso in cui l'assalto a Koné dovesse sfumare nuovamente.