L'ultima apparizione stagionale davanti ai propri tifosi allo stadio Luigi Ferraris si è conclusa con una nota amara per il Genoa di Daniele De Rossi, uscito sconfitto dal confronto con il Milan. Nonostante l'atmosfera di festa e il calore incessante della Gradinata Nord, il Grifone non è riuscito a regalare una gioia finale al proprio pubblico, soccombendo sotto i colpi della formazione rossonera. La partita ha messo in luce luci e ombre di una squadra che, pur avendo mostrato sprazzi di ottimo calcio durante l'anno, ha pagato a caro prezzo alcune disattenzioni individuali e una certa sterilità offensiva in momenti cruciali della sfida. La critica sportiva si è divisa nel giudicare i singoli, evidenziando come la stanchezza di fine campionato abbia influito sulla lucidità di alcuni interpreti chiave dello scacchiere tattico rossoblù, lasciando l'amaro in bocca per un risultato che non rispecchia pienamente l'impegno profuso sul terreno di gioco.
Tra le note liete della serata spicca senza dubbio Johan Vásquez, che si conferma un pilastro della difesa e un leader carismatico, ottenendo una media voto di 6,66. Il difensore messicano è stato lodato dalla Gazzetta dello Sport per la sua spiccata personalità, mentre il Corriere dello Sport lo ha descritto come un vero capitano aggiunto in campo, capace di guidare il reparto con autorità. Tuttosport si è spinto oltre, assegnandogli un 7 pieno e definendo la sua rete una "zampata da vero attaccante", sottolineando anche il suo prezioso contributo in fase di impostazione a centrocampo, dove ha spesso aiutato i compagni a far ripartire l'azione. Accanto a lui, Morten Frendrup ha confermato la sua importanza vitale per la squadra con una media del 6,33. La Gazzetta lo ha paragonato a un'aspirapolvere per la sua capacità quasi soprannaturale di recuperare una quantità industriale di palloni, mentre il Corriere lo vede già destinato a palcoscenici più prestigiosi, nonostante la sufficienza risicata assegnatagli da Tuttosport.
Sul fronte opposto, la prestazione di Amorim è stata giudicata disastrosa in modo unanime, con una media voto di 4,16 che lo elegge peggiore in campo senza appello. Il suo errore nel retropassaggio è stato definito dalla Gazzetta come un colpo letale che ha ferito a morte le speranze del Genoa, mentre Tuttosport lo ha ritenuto colpevole anche in occasione del raddoppio milanista, evidenziando una serata di totale confusione tattica. Anche Tommaso Baldanzi ha vissuto una serata da dimenticare, ricevendo un 5 fisso da tutte le principali testate giornalistiche. Il trequartista è apparso del tutto impalpabile, incapace di produrre assist o conclusioni verso la porta avversaria; il Corriere lo ha descritto come un fantasma per oltre un'ora di gioco, mentre Tuttosport ha usato una metafora efficace definendolo un "genio che ha smarrito la sua lampada magica" proprio nel momento in cui la squadra avrebbe avuto più bisogno della sua fantasia per scardinare la difesa rossonera.
La serata di Marassi ha offerto anche spunti di riflessione su valutazioni diametralmente opposte da parte dei quotidiani, in particolare per quanto riguarda il portiere Bijlow e l'esperto Malinovskyi. L'estremo difensore ha ricevuto un 6,5 da Gazzetta e Tuttosport per i suoi interventi prodigiosi nel finale su Pulisic e Rabiot, ma è stato bocciato con un 5 dal Corriere dello Sport a causa del fallo da rigore commesso su Nkunku, dove è franato sull'avversario, e di una presunta incertezza sul secondo gol. Situazione simile per Malinovskyi: il Corriere lo ha punito con un 5 ritenendo la sua prova non all'altezza del tributo ricevuto dai tifosi per la sua ultima gara in casa, mentre Tuttosport gli ha concesso la sufficienza piena vedendolo sempre nel vivo della manovra. Infine, il giovane Ekhator ha diviso i critici: il suo impatto fisico è stato premiato con un 6 da due testate, ma il clamoroso errore a tu per tu con Maignan gli è costato un'insufficienza pesante per il Corriere, a dimostrazione di quanto i dettagli facciano la differenza in Serie A.