Edin Džeko non smette di stupire e, alla soglia dei quarant'anni, continua a essere un protagonista assoluto del calcio europeo. Dopo aver trascinato lo Schalke 04 alla promozione nella massima serie tedesca, il leggendario attaccante bosniaco ha concesso una lunga intervista per fare il punto sulla sua carriera e sul panorama calcistico attuale. Il centravanti ha vissuto una seconda giovinezza in Germania, scegliendo di lasciare la Fiorentina a metà stagione proprio per ritrovare quella continuità necessaria a guidare la sua Nazionale verso lo storico traguardo dei Mondiali del 2026. La sua esperienza e il suo carisma sono stati determinanti per riportare il club di Gelsenkirchen nel calcio che conta, confermando come la classe e il senso del gol non abbiano una data di scadenza.

Uno dei temi centrali della chiacchierata è stato il rendimento dell'Inter, club a cui Džeko è rimasto profondamente legato dopo il biennio trascorso a Milano. Il bosniaco ha voluto difendere con forza l'operato della squadra nerazzurra e del tecnico Cristian Chivu, sottolineando come la conquista di due trofei stagionali non sia affatto un risultato scontato o frutto del demerito altrui. Secondo l'ex centravanti, l'Inter ha dimostrato una solidità incredibile e una programmazione societaria che punta costantemente verso l'alto. L'attaccante ha ribadito che non si può affermare che abbiano vinto solo perché le avversarie non sono state all'altezza, poiché il lavoro svolto ad Appiano Gentile è stato impeccabile e la doppietta ottenuta al primo anno di gestione Chivu rappresenta un segnale di crescita inequivocabile per il futuro del club.

Lo sguardo di Džeko si è poi spostato sui giovani talenti, in particolare su Kerim Alajbegović, il diciottenne che sta incantando l'Europa e che è finito prepotentemente nel mirino della Roma. Nonostante il suo passato in giallorosso, il veterano bosniaco ha sorpreso tutti suggerendo al ragazzo una destinazione diversa per il suo percorso di crescita professionale. Pur riconoscendo le straordinarie qualità tecniche e la personalità del giovane, dimostrate con rigori decisivi nei playoff mondiali contro Italia e Galles, Džeko ritiene che Milano sia l'ambiente ideale per la sua definitiva consacrazione. Il consiglio del veterano è quello di scegliere una piazza dove possa giocare con regolarità, individuando nell'Inter il top club perfetto per affinare un talento che ha già dimostrato di avere la testa giusta per sfondare ai massimi livelli.

Infine, non poteva mancare un'analisi amara sulla situazione del calcio italiano, reduce dalla clamorosa esclusione dai Mondiali proprio per mano della Bosnia. Džeko ha evidenziato come la pressione mediatica eccessiva e una certa mancanza di umiltà abbiano giocato un brutto scherzo agli Azzurri durante le fasi cruciali delle qualificazioni. Secondo l'attaccante, l'Italia non può permettersi di fallire l'accesso al torneo iridato per tre edizioni consecutive, definendo questo come un momento estremamente difficile per tutto il sistema sportivo del Paese. Il problema risiederebbe in una gestione psicologica errata: mentre i media italiani si concentravano su dettagli marginali, la Bosnia lavorava in silenzio, consapevole della propria forza e dei propri giovani interessanti, riuscendo così a ribaltare i pronostici della vigilia.

Džeko ha dedicato un pensiero finale anche alla Fiorentina, club che ha lasciato lo scorso gennaio per inseguire il sogno mondiale con maggiore minutaggio. Nonostante i primi sei mesi a Firenze siano stati complicati per tutto l'ambiente, l'attaccante si è detto sollevato per la salvezza raggiunta dai viola al termine di una stagione sofferta. La sua decisione di trasferirsi in Bundesliga è stata dettata esclusivamente dalla necessità di accumulare minuti nelle gambe per farsi trovare pronto agli spareggi con la Bosnia, una scelta che si è rivelata vincente sotto ogni punto di vista. Il bosniaco ha concluso augurando alla società toscana una programmazione migliore per la prossima annata, auspicando che la squadra possa tornare a competere per traguardi più consoni alla sua storia e alla passione dei suoi tifosi.