Il futuro del reparto offensivo del Bologna si trova a un bivio cruciale, con le dinamiche di mercato che potrebbero stravolgere le gerarchie stabilite finora a Casteldebole. La dirigenza rossoblù, guidata dall'amministratore delegato Claudio Fenucci insieme al responsabile dell'area tecnica Giovanni Sartori e al direttore sportivo Marco Di Vaio, sta valutando con estrema attenzione il destino di Santiago Castro. L'attaccante argentino ha attirato su di sé gli occhi di numerosi club, sia nel panorama italiano che in quello internazionale, e di fronte a una proposta economica irrinunciabile, la società emiliana sarebbe disposta a privarsi del suo gioiello. Questa mossa strategica non sarebbe dettata solo da una necessità di bilancio, ma dalla volontà di ottenere le risorse necessarie per rinforzare in modo capillare ogni reparto della rosa a disposizione di Vincenzo Italiano.
In questo scenario di possibili addii eccellenti, la figura di Thijs Dallinga assume una centralità inaspettata, trasformandosi da potenziale esubero a pilastro su cui rifondare l'attacco per la prossima stagione. Acquistato nell'estate del 2024 dal Tolosa per una cifra vicina ai 15 milioni di euro più bonus, l'olandese era arrivato in Italia con l'etichetta di bomber implacabile, forte di due stagioni straordinarie in Ligue 1 e del titolo di capocannoniere nella vittoriosa cavalcata in Coppa di Francia. Tuttavia, l'adattamento ai ritmi e alle tattiche della Serie A si è rivelato più ostico del previsto, portando a un bottino magro di soli cinque gol in campionato nell'arco di due stagioni. Nonostante le difficoltà realizzative, la società non ha mai smesso di credere nelle sue potenzialità, vedendo in lui un investimento che merita ancora di essere valorizzato appieno invece di essere ceduto frettolosamente.
Un elemento che spinge lo staff tecnico a concedere una nuova opportunità a Dallinga è il suo rendimento nelle competizioni continentali, dove il centravanti ha mostrato un volto decisamente più convincente rispetto alle prestazioni domestiche. Tra Champions League ed Europa League, l'olandese ha messo a segno quattro reti, dimostrando di trovarsi a proprio agio in contesti dove gli spazi sono più ampi e il ritmo di gioco è più elevato rispetto alle chiusure tattiche tipiche del calcio italiano. A frenare la sua ascesa hanno contribuito in modo determinante anche diversi problemi fisici, tra cui una fastidiosa tendinite agli adduttori che ne ha limitato l'impiego e la brillantezza atletica nell'ultima parte dell'annata. Senza questi intoppi, la convinzione a Casteldebole è che il calciatore possa finalmente esprimere quel potenziale che lo aveva reso uno dei profili più interessanti del calcio europeo durante la sua esperienza francese.
Vincenzo Italiano, dal canto suo, sta lavorando intensamente sulla mentalità e sui movimenti del giocatore, chiedendogli espressamente una maggiore cattiveria agonistica sotto porta e una partecipazione più attiva alla manovra corale della squadra lontano dal pallone. L'allenatore ha notato segnali di crescita incoraggianti e ritiene che, con una preparazione estiva completa e finalmente libera da infortuni, Dallinga possa compiere il salto di qualità definitivo per guidare l'attacco titolare. Qualora Castro dovesse effettivamente salutare l'Emilia, puntare su un attaccante che già conosce l'ambiente, i compagni e i dettami tattici del mister rappresenterebbe una scelta di continuità intelligente per evitare i rischi di un nuovo inserimento da zero. Il piano del Bologna prevede comunque l'acquisto di un ulteriore rinforzo per completare il reparto, ma la scommessa principale per il dopo-Castro sembra essere già presente in organico.