La marcia di avvicinamento della Fiorentina verso la cruciale sfida contro la Juventus entra nel vivo, ma l'infermeria continua a tenere col fiato sospeso il tecnico Paolo Vanoli. Il caso più spinoso riguarda Moise Kean, il grande ex della partita, che sta lottando contro il tempo per recuperare da un problema fisico che lo ha costretto a svolgere un programma di lavoro personalizzato anche nelle ultime ore. Sebbene lo staff medico non abbia ancora alzato definitivamente bandiera bianca, le probabilità di vederlo guidare l'attacco dal primo minuto all'Allianz Stadium diminuiscono drasticamente con il passare delle ore, lasciando un vuoto tattico e carismatico non indifferente per la compagine viola. La decisione definitiva verrà presa solo dopo l'ultima rifinitura, ma la sensazione è che si preferirà non rischiare ricadute peggiori in vista del finale di stagione.

Davanti a questa incertezza, Vanoli sembra aver già individuato la soluzione ideale per non farsi trovare impreparato: il rilancio di Roberto Piccoli come terminale offensivo principale. L'attaccante, che ha scalato le gerarchie nelle ultime sessioni di allenamento al centro sportivo, è pronto a riprendersi una maglia da titolare dopo alcune esclusioni iniziali, offrendo caratteristiche di peso e profondità diverse rispetto a Kean. Piccoli garantisce quella fisicità necessaria per scardinare la solida retroguardia bianconera e permettere alla squadra di salire nei momenti di massima pressione avversaria. Questa mossa rappresenta la novità più significativa nel piano tattico dei toscani, che puntano sulla fame di gol della punta per sopperire all'assenza del centravanti titolare in una gara che storicamente vale molto più dei semplici tre punti in palio.

Buone notizie arrivano invece dal fronte Albert Gudmundsson, il quale ha superato i fastidi muscolari che lo avevano limitato nella giornata di giovedì e si è regolarmente aggregato al resto del gruppo. L'islandese è ora protagonista di un serrato ballottaggio con l'israeliano Solomon per occupare una delle caselle nevralgiche del centrocampo a cinque disegnato dall'allenatore viola. Dopo essere subentrato solo nei minuti finali nella precedente sfida contro il Genoa, l'ex giocatore del Grifone scalpita per tornare protagonista dal fischio d'inizio, ma dovrà convincere Vanoli a preferirlo a un Solomon apparso in ottima condizione atletica. La scelta tra i due dipenderà molto dall'atteggiamento che la Fiorentina vorrà tenere: più estro e fantasia con l'islandese, o maggiore rapidità nelle transizioni con l'israeliano.

Per quanto riguarda il resto dello scacchiere tattico, la linea difensiva sembra ormai definita con Dodo e Gosens pronti a spingere con costanza sulle corsie esterne, mentre la coppia centrale sarà composta da Pongracic e Ranieri. I due difensori centrali saranno chiamati a una prova di estrema concentrazione per arginare le incursioni degli attaccanti di Thiago Motta, in un match che si preannuncia ad alta intensità agonistica. A centrocampo, la cabina di regia sarà affidata a Nicolò Fagioli, che vivrà una sfida particolare contro il suo passato, affiancato dal dinamismo di Mandragora e dalla fisicità di Ndour, con Parisi che dovrebbe agire in una posizione ibrida per garantire equilibrio. Questa trasferta a Torino rappresenta un crocevia fondamentale per le ambizioni europee della Fiorentina, che cerca un risultato di prestigio per consolidare la propria posizione in classifica e dare un segnale forte alle dirette concorrenti.