Pep Guardiola non usa giri di parole per descrivere il suo rapporto tormentato con la tecnologia in campo, definendo il processo decisionale del Video Assistant Referee come un evento del tutto casuale. L'allenatore del Manchester City ha paragonato l'intervento del VAR al "lancio di una moneta", sottolineando una mancanza di fiducia cronica che risale al momento stesso in cui il sistema è stato introdotto nel calcio inglese. Queste dichiarazioni arrivano in un momento di altissima tensione per la Premier League, rinfocolata dal recente gol annullato al West Ham contro l'Arsenal nei minuti di recupero, una decisione che ha avuto un impatto pesantissimo su entrambe le estremità della classifica e che ha riacceso il dibattito sull'uniformità di giudizio degli arbitri d'oltremanica.

Il tecnico catalano ha motivato il suo scetticismo citando episodi specifici che, a suo avviso, hanno negato ai "Citizens" la conquista di trofei prestigiosi nelle ultime stagioni. Guardiola ha ricordato con amarezza le ultime due finali di FA Cup perse, affermando senza mezzi termini che in entrambe le occasioni gli ufficiali di gara non hanno svolto il proprio dovere, nonostante il supporto tecnologico. In particolare, il riferimento è alla sconfitta contro il Crystal Palace nella finale del 2025, dove il portiere delle "Eagles" Dean Henderson non è stato espulso per un evidente fallo di mano fuori dall'area di rigore, episodio che avrebbe potuto stravolgere l'inerzia del match prima che lo stesso estremo difensore parasse un penalty decisivo.

Il risentimento di Guardiola affonda le radici anche nella finale dell'anno precedente, persa contro i rivali storici del Manchester United. In quella circostanza, il club dell'Etihad Stadium si era sentito profondamente defraudato per la mancata concessione di due calci di rigore che apparivano solari, ma che né l'arbitro di campo né la sala video avevano ritenuto opportuno sanzionare. "Abbiamo perso due finali di FA Cup perché gli arbitri non hanno fatto il lavoro che avrebbero dovuto fare, nemmeno il VAR", ha ribadito lo spagnolo, evidenziando come la tecnologia, invece di eliminare gli errori umani, sembri talvolta convalidarli o ignorarli in modo inspiegabile, alimentando un senso di frustrazione costante tra i professionisti.

Nonostante la dura critica al sistema, Guardiola ha voluto lanciare un messaggio di forte responsabilità ai suoi calciatori, esortandoli a non utilizzare il VAR come un alibi per i risultati negativi. La sua filosofia gestionale impone di concentrarsi esclusivamente su ciò che è controllabile: la prestazione tecnica e l'atteggiamento mentale. "Quando accadono queste cose è perché dobbiamo fare meglio noi, non gli arbitri o la tecnologia", ha spiegato il tecnico ai giornalisti. Per lo spagnolo, l'unico modo per neutralizzare l'incertezza di una decisione arbitrale è produrre un volume di gioco e di occasioni tale da rendere irrilevante qualsiasi errore esterno, mantenendo il destino della partita saldamente nelle proprie mani.

La situazione attuale in campionato aggiunge ulteriore pressione a queste riflessioni, con il Manchester City impegnato in una rincorsa forsennata contro l'Arsenal capolista. Guardiola ha parlato alla vigilia della sfida cruciale contro il Crystal Palace, una partita che i campioni in carica devono vincere assolutamente per ridurre a soli due punti il distacco dalla vetta. Tuttavia, il titolo non dipende più solo dai risultati dei Citizens: l'Arsenal dovrebbe infatti perdere punti nelle ultime due sfide contro il Burnley, già retrocesso, e lo stesso Palace. Nel frattempo, il City si prepara anche per la terza finale consecutiva di FA Cup, dove sabato incontrerà il Chelsea a Wembley con l'obiettivo di riscattare le delusioni arbitrali del passato recente.