La programmazione della trentasettesima giornata di Serie A è finita al centro di un acceso dibattito istituzionale che vede come protagonista assoluto il derby della Capitale tra Roma e Lazio. Attualmente, la Lega Serie A ha fissato il fischio d'inizio per domenica 17 maggio alle ore 12:30, una scelta dettata dalla necessità di garantire la contemporaneità tra tutte le squadre ancora in lotta per un piazzamento nella prossima Champions League. Oltre alla sfida dell'Olimpico, infatti, il regolamento impone che anche le partite di Napoli, Milan, Juventus e Como si disputino nello stesso orario per tutelare l'equità sportiva della competizione. In particolare, la gara tra Pisa e Napoli è stata inserita nel calendario con una clausola di flessibilità: qualora la contemporaneità non fosse più necessaria ai fini della classifica, il match verrebbe spostato alle ore 18:00 della stessa domenica.
Nonostante la pianificazione anticipata della Lega, il nodo legato all'ordine pubblico rimane estremamente critico e potrebbe portare a uno stravolgimento totale del programma nelle prossime ore. Nella giornata odierna è previsto un vertice decisivo in Prefettura, dove il comitato provinciale per la sicurezza valuterà i rischi legati alla gestione di un evento così sensibile in concomitanza con la finale degli Internazionali d'Italia di tennis, prevista nello stesso quadrante cittadino. Le autorità di pubblica sicurezza, tra cui Questura e Prefettura, spingono per un rinvio della stracittadina a lunedì 18 maggio, ipotizzando come orario ideale le 18:00, pur non escludendo una collocazione in prima serata. Questa soluzione, tuttavia, comporterebbe enormi disagi logistici per le migliaia di tifosi che hanno già pianificato la trasferta o l'acquisto dei biglietti per il giorno festivo, oltre a creare un precedente complicato per la gestione del calendario.
La posizione della Lega Serie A è di netta chiusura rispetto a qualsiasi ipotesi di slittamento feriale, con l'amministratore delegato Luigi De Siervo che ha espresso parole molto dure sulla questione. Il dirigente ha definito la proposta di giocare di lunedì come una soluzione fantasiosa o del tutto impraticabile, sottolineando come spostare una serie di partite così rilevanti in un giorno lavorativo danneggerebbe centinaia di migliaia di appassionati e comprometterebbe l'immagine internazionale del prodotto calcio. De Siervo ha rilanciato con una proposta provocatoria, suggerendo di posticipare la finale del torneo di tennis anziché toccare il calendario calcistico già stabilito. Secondo il vertice della Lega, la tutela della regolarità del campionato deve avere la priorità assoluta, e il fischio d'inizio domenicale all'ora di pranzo resta l'unica opzione valida per rispettare gli impegni televisivi e sportivi presi con i club e i partner.
Sul fronte politico, le opinioni appaiono divise e riflettono la complessità della gestione dei grandi eventi nella Capitale in un weekend ad altissima tensione. Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha criticato aspramente la scelta delle 12:30, definendola poco lungimirante a causa delle temperature potenzialmente elevate e della pressione insostenibile sulle infrastrutture cittadine. Di parere leggermente diverso è Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, il quale ha assicurato che la città possiede le risorse e l'esperienza per gestire più manifestazioni in simultanea, pur ammettendo che la logica suggerirebbe di separare temporalmente il derby dal tennis per evitare congestioni eccessive. La decisione finale, attesa a breve, non riguarderà solo l'ordine pubblico, ma avrà ripercussioni dirette su una corsa Champions che si preannuncia infuocata fino all'ultimo minuto di gioco, con cinque squadre pronte a darsi battaglia a distanza.



















