La Lazio si prepara ad affrontare uno degli appuntamenti più significativi della sua storia recente, e lo fa affidandosi a un protagonista inaspettato: Tijjani Noslin. L'attaccante olandese, arrivato a Formello con l'etichetta di jolly offensivo, è riuscito in poche settimane a stravolgere completamente le gerarchie interne, diventando il punto di riferimento imprescindibile per l'attacco biancoceleste. In vista della finalissima di Coppa Italia contro l'Inter guidata da Chivu, Noslin è chiamato a guidare l'assalto al muro nerazzurro, cercando di trasformare una stagione nata sotto cattivi auspici in un trionfo memorabile. Per il calciatore si tratta della prima finale assoluta in carriera, un'occasione d'oro per consacrarsi definitivamente davanti al grande pubblico e regalare ai tifosi un trofeo che varrebbe anche l'accesso alle competizioni europee della prossima stagione.
Il percorso che ha portato l'ex giocatore del Verona a scalare le preferenze tecniche è stato caratterizzato da prestazioni di altissimo livello, specialmente nei momenti di massima pressione. Dopo un inizio di campionato in cui faticava a trovare una collocazione tattica precisa, oscillando tra il ruolo di vice-Zaccagni sulla fascia e quello di subentrante, Noslin ha cambiato marcia nell'ultimo mese. La sua prova maiuscola allo stadio Maradona contro il Napoli ha convinto tutti, seguita da una semifinale di ritorno contro l'Atalanta dove ha mostrato una tenuta fisica e mentale fuori dal comune. Proprio a Bergamo, l'olandese è rimasto in campo per tutti i centoventi minuti di gioco, lottando su ogni pallone nonostante la stanchezza accumulata, dimostrando di aver sorpassato nelle rotazioni sia la soluzione tattica di Daniel Maldini come falso nove, sia la candidatura di Boulaye Dia.
I numeri di Noslin in questa competizione parlano chiaro e lo descrivono come un vero e proprio specialista dei tornei a eliminazione diretta. Con un bottino di quattro reti in sei presenze totali in Coppa Italia, l'attaccante ha dimostrato un feeling particolare con il gol pesante, come testimoniato dalla storica tripletta rifilata al Napoli di Antonio Conte nella passata edizione. Anche in questa stagione il suo contributo è stato decisivo: nei quarti di finale disputati al Dall'Ara contro il Bologna, è stato lui a firmare il pareggio definitivo entrando a partita in corso per sostituire l'infortunato Pedro poco prima dell'intervallo. La sua crescita è evidente se si considera che, prima dell'approdo nella Capitale, non aveva mai calcato palcoscenici internazionali o lottato per obiettivi così prestigiosi, avendo vestito le maglie di Fortuna Sittard e Verona in contesti decisamente meno ambiziosi.
La sfida contro l'Inter evoca ricordi dolci per il numero 18 laziale, che ha già dimostrato in passato di saper far male alla retroguardia milanese. Risale infatti all'ultima giornata del campionato 2023-2024 il suo gol nel pareggio per due a due ottenuto quando ancora vestiva la maglia gialloblù, un precedente che infonde fiducia a tutto l'ambiente biancoceleste. Questa finale rappresenta l'ultima spiaggia per la Lazio per salvare un'annata tribolata, dato che la rimonta in classifica in Serie A non ha prodotto i frutti sperati, lasciando la squadra fuori dai piazzamenti europei tramite il campionato. Vincere la Coppa Italia non significherebbe solo arricchire la bacheca con un nuovo trofeo, ma garantirebbe quel pass per l'Europa che la società considera vitale per il progetto tecnico e finanziario del prossimo anno, cancellando anche l'amarezza per la recente eliminazione ai rigori in Europa League contro il Bodo-Glimt, match in cui Noslin segnò ma sbagliò poi il penalty decisivo.