La sfida del Diego Armando Maradona tra Napoli e Bologna, terminata con un pirotecnico 2-3 a favore della compagine guidata da Vincenzo Italiano, ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche riguardanti la direzione di gara dell'arbitro Piccinini. Il fischietto della sezione di Forlì è incappato in una serata decisamente complicata, meritando un'insufficienza netta in pagella, quantificabile in un 5 pieno. Nonostante sia riuscito a mantenere il controllo emotivo della sfida, evitando che il clima in campo degenerasse in una rissa agonistica, le sue valutazioni tecniche e disciplinari sono apparse spesso incerte e poco lineari, costringendo la sala video a intervenire per correggere una svista macroscopica che avrebbe potuto alterare l'esito del match in modo definitivo.
L'episodio più discusso dell'incontro riguarda il calcio di rigore assegnato al Bologna, una decisione che Piccinini non è stato in grado di prendere autonomamente sul terreno di gioco nonostante la dinamica fosse leggibile. Durante un'incursione nell'area partenopea, il capitano azzurro Giovanni Di Lorenzo, nel tentativo di contendere la sfera, ha colpito nettamente il piede destro di Miranda proprio mentre quest'ultimo stava caricando la conclusione a rete. Inizialmente, il direttore di gara aveva fatto segno di proseguire, ma il richiamo di Marini dalla sala VAR per una revisione sul campo è stato provvidenziale. Le immagini hanno confermato l'impatto sul piede dell'avversario senza che venisse toccato il pallone, portando alla concessione del penalty che ha poi pesato enormemente sull'economia del risultato finale.
Sotto il profilo della gestione disciplinare, la conduzione di Piccinini ha mostrato diverse crepe, con un utilizzo dei cartellini gialli apparso a tratti incoerente e privo di una linea guida chiara. Se da un lato è stata corretta l'ammonizione comminata a Joao Mario per un fallo tattico su Scott McTominay, con il giocatore rossoblù che ha spinto l'avversario impedendogli di servire Pessina in una zona pericolosa, dall'altro sono emersi dubbi su altri interventi. Tommaso Pobega, infatti, è stato letteralmente graziato in un'occasione da sanzione evidente, mentre il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Federico Bernardeschi è parso eccessivamente severo rispetto all'entità del fallo commesso, evidenziando una disparità di giudizio che ha scontentato entrambe le panchine durante i novanta minuti.
Non sono mancate le proteste anche sul fronte napoletano, in particolare per un presunto tocco di mano di Lucumì all'interno della propria area di rigore su un cross velenoso proveniente dalle fasce. Alessandro Buongiorno ha richiamato a gran voce l'attenzione dell'arbitro chiedendo la massima punizione, ma in questo caso la decisione di lasciar correre è stata ineccepibile: il pallone ha infatti impattato sulla spalla sinistra del difensore del Bologna e non sul braccio, rendendo vana ogni richiesta di rigore. In un campionato dove la lotta per le posizioni di vertice e la qualificazione alle competizioni europee è sempre più serrata, errori di valutazione come quelli visti al Maradona sottolineano l'importanza cruciale della tecnologia, con il VAR Marini che ha ottenuto un meritato 6,5 per aver corretto la rotta di una direzione di gara altrimenti deficitaria.