La corsa verso il titolo della Premier League ha subito una scossa forse decisiva nell'ultimo turno di campionato, lasciando il Manchester City in una posizione di estrema vulnerabilità. Dopo il rocambolesco pareggio per 3-3 contro l'Everton, la squadra guidata da Pep Guardiola si ritrova ora a cinque lunghezze di distanza dall'Arsenal capolista, con sole quattro partite ancora da disputare. Il mezzo passo falso dei campioni in carica ha cambiato radicalmente le gerarchie psicologiche del torneo, trasformando i Gunners nei favoriti assoluti per la vittoria finale. Nonostante una rimonta di puro orgoglio nel finale di gara, i Citizens hanno sprecato l'opportunità di mantenere il fiato sul collo dei rivali londinesi, complicando enormemente la difesa del titolo conquistato nella passata stagione.
La sfida disputata allo stadio Hill Dickinson è stata un vero e proprio ottovolante di emozioni che ha messo a nudo le attuali fragilità della retroguardia di Manchester. Dopo il vantaggio iniziale siglato da Jeremy Doku, che sembrava aver messo la partita in discesa, il City ha subito un blackout inspiegabile di tredici minuti durante il secondo tempo. In questo breve lasso di tempo, l'Everton ha ribaltato completamente il punteggio grazie a una doppietta di Thierno Barry e a una rete di Jake O'Brien, portandosi sul momentaneo 3-1. Solo un sussulto d'orgoglio guidato dal solito Erling Haaland e completato da un secondo gol di Doku in pieno recupero ha permesso agli ospiti di evitare la sconfitta, portando a casa un punto che però sa di occasione persa.
Al termine dell'incontro, Pep Guardiola ha espresso con estrema onestà la sua visione sulla volata finale, ammettendo che il controllo della situazione è ormai sfuggito di mano ai suoi uomini. Il tecnico catalano ha dichiarato ai microfoni della stampa: "Dobbiamo vincere le nostre partite, ma ora il destino non dipende più da noi. Se l'Arsenal vincerà i suoi incontri, il titolo sarà loro. Il nostro compito ora è recuperare bene le energie per la serie di sfide che ci aspettano, perché questo è l'unico modo che abbiamo per restare in corsa". L'allenatore ha poi aggiunto che, sebbene un punto sia sempre meglio di una sconfitta, la vittoria era l'unico risultato che avrebbe permesso di mantenere una pressione reale sulla squadra di Mikel Arteta.
Analizzando la prestazione dei suoi, Guardiola ha sottolineato come la squadra abbia perso la bussola tattica nel momento cruciale del match. "Abbiamo avuto compostezza nel primo tempo, ma dopo che loro hanno alzato il ritmo nella ripresa, forse non abbiamo mostrato la stessa determinazione iniziale", ha spiegato l'allenatore spagnolo. Nonostante le critiche, Pep ha voluto elogiare lo spirito combattivo del gruppo, sottolineando che senza quella carica emotiva non sarebbe stato possibile rimontare due gol di scarto nel finale. Secondo il tecnico, non si poteva chiedere uno sforzo maggiore ai giocatori, che hanno lottato fino all'ultimo secondo nonostante le numerose difficoltà incontrate durante i novanta minuti di gioco.
Il calendario ora mette il Manchester City di fronte a un obbligo categorico: vincere tutte le restanti partite e sperare in un passo falso dei Gunners. Sabato prossimo i Citizens ospiteranno il Brentford all'Etihad Stadium, mentre l'Arsenal sarà impegnato nel derby londinese contro un West Ham in piena lotta per la salvezza. Tuttavia, la squadra di Arteta dovrà anche gestire le fatiche della semifinale di ritorno di Champions League, un impegno che potrebbe drenare energie preziose. Guardiola ha concluso il suo intervento ribadendo il messaggio per lo spogliatoio: mancano quattro partite di campionato e una finale, e l'unica opzione è vincerle tutte, a prescindere da quanto accadrà sugli altri campi, per onorare fino in fondo la maglia e la competizione.

















