In una serata che rimarrà scolpita nella storia recente della Premier League, il Manchester City di Pep Guardiola ha vissuto dodici minuti di pura follia agonistica, rischiando di veder sfumare definitivamente il sogno del titolo. Il pareggio per 3-3 maturato allo stadio Hill Dickinson contro un indomito Everton rappresenta un crocevia fondamentale della stagione, spostando l'inerzia del campionato verso Londra, sponda Arsenal. Nonostante la rimonta finale firmata da una doppietta di Jeremy Doku, i Citizens hanno mostrato crepe inaspettate proprio nel momento decisivo, lasciando il proprio destino nelle mani dei rivali guidati da Mikel Arteta. La squadra di Manchester non perdeva in campionato dallo scorso gennaio, ma questo pareggio ha il sapore amaro di una sconfitta che potrebbe costare il primato.
Il momento di rottura della partita è coinciso con un errore individuale clamoroso di Marc Guehi, fino a quel momento uno dei pilastri della difesa di Guardiola. Un retropassaggio troppo corto e mal calibrato ha innescato Thierno Barry, subentrato a Beto per scelta tattica di David Moyes, che non ha avuto difficoltà a superare Gianluigi Donnarumma in uscita. Nonostante una posizione iniziale di fuorigioco segnalata su un precedente tentativo di Merlin Rohl, l'intervento volontario seppur errato di Guehi ha reso regolare la marcatura secondo il regolamento, gettando nello sconforto la panchina ospite e mandando completamente in tilt i meccanismi difensivi dei campioni in carica. È stato il regalo che ha dato inizio al crollo psicologico dei Citizens in terra di Merseyside.
La reazione dell'Everton è stata travolgente, alimentata dalla spinta incessante del pubblico di casa e dalle intuizioni tattiche di Moyes. Il raddoppio dei Toffees è arrivato sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto magistralmente da James Garner, con Jake O’Brien capace di sovrastare fisicamente Erling Haaland per insaccare di testa sul secondo palo. Poco dopo, è stato ancora Barry a colpire, approfittando di una progressione devastante di Rohl sulla fascia destra; il centrocampista tedesco ha letteralmente spostato Mateo Kovacic con una spallata prima di servire l'assist per il tap-in vincente del compagno. In questa fase del match, il City è apparso una squadra sfilacciata e priva di controllo, vulnerabile a ogni ripartenza e costantemente messa in crisi dalle accelerazioni di un Iliman Ndiaye in stato di grazia.
Con questo pareggio, la striscia di imbattibilità del Manchester City rimane formalmente intatta, ma le implicazioni per la classifica sono pesantissime. Ora l'Arsenal gode di un vantaggio psicologico e matematico cruciale, dovendo affrontare West Ham, Burnley e Crystal Palace nelle ultime tre giornate per laurearsi campione d'Inghilterra. Guardiola dovrà ora sperare in un passo falso dei Gunners, poiché il controllo della Premier League non è più nelle mani della sua squadra. La resilienza mostrata nel finale con i due gol spettacolari di Doku testimonia lo spirito combattivo del gruppo, ma la gestione nervosa della ripresa a Liverpool potrebbe essere ricordata come il punto di non ritorno di una rincorsa al titolo durata un'intera stagione.

















