Arne Slot, l'allenatore del Liverpool, ha espresso tutta la sua frustrazione dopo la sconfitta contro il Manchester United, puntando il dito contro la decisione di convalidare il secondo gol di Benjamin Sesko nonostante i forti sospetti di un fallo di mano. "La traiettoria del pallone è cambiata, quindi deve esserci stato un contatto evidente", ha dichiarato il tecnico olandese nel post-partita, visibilmente contrariato per l'episodio. Slot ha poi rincarato la dose con una critica aperta al sistema arbitrale inglese: "Non è una sorpresa per nessuno che, quando interviene il VAR, la decisione finisca per andare contro di noi. È una dinamica che ci accompagna purtroppo per tutta la stagione". Nonostante le proteste, gli organi arbitrali hanno confermato che non esistevano prove conclusive del tocco di mano, lasciando i Reds a riflettere su una prestazione opaca, condizionata pesantemente dalle assenze di Mohamed Salah, Hugo Ekitiké e Alexander Isak.

Spostandoci a Londra, Mikel Arteta ha dimostrato ancora una volta il suo coraggio tattico durante la sfida casalinga dell'Arsenal contro il Fulham. Il tecnico spagnolo ha deciso di lanciare dal primo minuto il diciannovenne Myles Lewis-Skelly nel cuore del centrocampo, una mossa che molti hanno considerato un rischio calcolato ma estremamente elevato data l'importanza della posta in palio per la corsa al titolo. Quando gli è stato chiesto con ironia il motivo di questa lunga attesa per il debutto del giovane, Arteta ha risposto scherzando: "Probabilmente perché non ne ho la minima idea". Lewis-Skelly, che si era messo in luce lo scorso anno come terzino sinistro prima di subire un calo, ha risposto sul campo con una prestazione di altissimo livello, caratterizzata da una grande precisione nei passaggi e un'energia inesauribile che ha dettato il ritmo della gara. Questa prova d'autore sembra aver messo a tacere le voci di mercato che ipotizzavano una sua cessione estiva per generare una plusvalenza netta per le casse del club.

Il clima in casa Newcastle è tornato a essere sereno, almeno in apparenza, dopo la vittoria per 3-1 contro il Brighton che ha interrotto una preoccupante serie di cinque sconfitte consecutive. Al termine della gara, Yasir al-Rumayyan, presidente del club e governatore del fondo sovrano saudita PIF, si è concesso un momento di svago sul terreno di gioco calciando il pallone insieme al socio Jamie Reuben, che si è rivolto a lui chiamandolo rispettosamente "capo". L'entusiasmo è proseguito negli spogliatoi con una fotografia celebrativa che ha ritratto l'intera squadra insieme alla dirigenza e allo staff tecnico guidato da Eddie Howe. Questo successo rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale per l'allenatore inglese, la cui posizione era finita sotto osservazione dopo i recenti risultati deludenti che avevano fatto scivolare i Magpies lontano dalle zone nobili della classifica di Premier League.

Tuttavia, dietro i sorrisi della vittoria, restano aperte alcune questioni spinose riguardanti la gestione della rosa e gli investimenti multimilionari della proprietà saudita. Nella foto di gruppo scattata dopo il match, è balzato agli occhi lo sguardo assente di Nick Woltemade, l'acquisto record da 69 milioni di sterline, rimasto ancora una volta a guardare i compagni dalla panchina per tutta la durata dell'incontro. Il calciatore tedesco faceva parte di un gruppo di cinque acquisti onerosi effettuati durante l'estate che, complessivamente, sedevano su una panchina dal valore stimato di ben 335 milioni di sterline. Questo paradosso solleva dubbi sulla reale sintonia tra le strategie di mercato della società e le scelte tecniche di Howe. Con la fine della stagione che si avvicina, Al-Rumayyan dovrà valutare attentamente se rinnovare la fiducia al tecnico per la gestione di un patrimonio tecnico così costoso o se sia necessario un cambio di rotta per massimizzare i massicci investimenti fatti.