Kenan Yildiz rappresenta l'uomo della provvidenza per la Juventus di Luciano Spalletti, attualmente impegnata in un finale di stagione incandescente per assicurarsi un posto nella prossima edizione della Champions League. Dopo due settimane di stop forzato, il giovane talento turco ha ripreso a correre sul prato di San Siro subito dopo il fischio finale dell'ultimo match, segno di una determinazione feroce nel voler tornare protagonista il prima possibile. Lo staff medico della Continassa sta monitorando con estrema attenzione l'infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, alternando carichi di lavoro pesanti a momenti di necessaria cautela per evitare pericolose ricadute. L'obiettivo primario è riaggregarlo stabilmente al gruppo tra giovedì e venerdì, valutando poi un possibile impiego, magari a gara in corso, nella sfida casalinga contro il Verona prevista per il prossimo turno di campionato.
L'assenza del numero dieci si è fatta sentire pesantemente nelle ultime uscite, evidenziando una cronica difficoltà dei bianconeri nel trovare la via del gol senza i suoi guizzi creativi e la sua capacità di saltare l'uomo. Con Dusan Vlahovic fuori dai giochi da ormai quattro mesi e i nuovi acquisti Openda e David che non sono riusciti a imporsi come sperato, il peso dell'attacco è ricaduto interamente sulle spalle degli esterni e degli inserimenti dei centrocampisti. Sebbene Francisco Conceiçao stia mostrando una crescita costante, come dimostrato dall'assist annullato per il fuorigioco di Thuram nell'ultima giornata, alla squadra manca ancora quella freddezza sotto porta che solo il classe 2005 sembra garantire con regolarità. Con dieci reti già messe a segno in questa stagione, Yildiz non è solo il capocannoniere della squadra, ma il vero motore capace di inventare superiorità numerica e dare un senso logico alla manovra offensiva studiata dal tecnico di Certaldo.
Il calendario della Juventus non permette distrazioni o passi falsi: mancano solo quattro giornate al termine del torneo e la quota per la certezza aritmetica della Champions è fissata a dieci punti sui dodici ancora disponibili. Il percorso finale prevede l'impegno interno contro il Verona, la trasferta insidiosa di Lecce, il big match all'Allianz Stadium contro la Fiorentina e l'attesissimo derby della Mole contro il Torino a chiudere i giochi. Spalletti sa bene che tre vittorie e un pareggio garantirebbero il traguardo minimo stagionale, mettendo al riparo la squadra da ogni possibile rimonta delle inseguitrici. Per questo motivo, l'allenatore toscano sta studiando un piano di rientro graduale per il suo gioiello, ipotizzando un rodaggio controllato contro gli scaligeri per poi averlo al cento per cento della condizione nelle ultime tre battute finali, dove ogni pallone peserà come un macigno per le ambizioni del club.
Nonostante le critiche e le oggettive difficoltà numeriche nel reparto avanzato, il lavoro svolto da Spalletti alla guida della Vecchia Signora viene considerato dagli addetti ai lavori come un autentico capolavoro tattico e gestionale. Riuscire a navigare nelle zone alte della classifica nonostante il flop di Openda e le incertezze di David, mantenendo comunque il vantaggio su concorrenti agguerrite come la Roma e il sorprendente Como di Cesc Fabregas, è un'impresa di alto profilo. Proprio la sfida a distanza con i lariani preoccupa l'ambiente bianconero: sebbene la Juventus sia in vantaggio negli scontri diretti contro l'Atalanta di Gasperini, si trova in una posizione di svantaggio rispetto al Como in caso di arrivo a pari punti al quarto posto. Il recupero di Yildiz diventa quindi fondamentale per evitare calcoli rischiosi e chiudere la pratica qualificazione il prima possibile, restituendo fantasia e concretezza a una squadra che ha dimostrato grande carattere ma che necessita del suo fuoriclasse per l'ultimo scatto decisivo verso l'Europa che conta.

















