La Real Sociedad sta vivendo un vero e proprio dramma sportivo legato alla gestione dei minuti di recupero, una maledizione che rischia di compromettere definitivamente la rincorsa a un piazzamento nella prossima Champions League. Nell'ultimo turno di campionato contro il Rayo Vallecano, la formazione guidata da Pellegrino Matarazzo ha sprecato un vantaggio prezioso, facendosi rimontare in extremis in una sfida che sembrava ormai archiviata. Dopo il gol del tre a uno siglato da Mikel Oyarzabal su calcio di rigore, concesso in seguito a un intervento del VAR per un fallo su Pablo Marín, i baschi si sono abbassati eccessivamente. Questa scelta tattica ha permesso ai padroni di casa di accorciare le distanze all'ottantaquattresimo e di trovare il definitivo pareggio al novantanovesimo minuto, gelando le speranze dei tifosi ospiti proprio all'ultimo respiro.

Non si tratta purtroppo di un episodio isolato, ma di un trend preoccupante che sta caratterizzando negativamente la stagione della compagine di San Sebastián. Soltanto due giornate fa, contro il Deportivo Alavés, la Real Sociedad aveva subito una beffa quasi identica, incassando la rete del tre a tre al novantasettesimo minuto di gioco, proprio quando i tre punti sembravano ormai in cassaforte. Andando ancora più indietro nel tempo, alla venticinquesima giornata, la sfida interna contro l'Oviedo aveva seguito lo stesso identico copione: dopo una rimonta entusiasmante da zero a due a tre a due, la squadra si era vista scippare la vittoria al novantaduesimo, chiudendo anche in quel caso con un pareggio amaro che oggi pesa come un macigno sulla classifica generale e sul morale del gruppo.

Analizzando i numeri complessivi, il bilancio è impietoso per le ambizioni del club: la Real Sociedad ha gettato al vento ben sei punti nei minuti di recupero in tre delle ultime nove partite disputate. Se i ragazzi di Matarazzo fossero riusciti a gestire meglio le fasi finali di questi incontri, oggi si troverebbero a ridosso del quinto posto, attualmente occupato dal Betis Siviglia, che potrebbe garantire l'accesso alla massima competizione continentale. Invece, il distacco dai biancoverdi è ora di sette lunghezze, una distanza considerevole che rende la scalata verso l'Europa che conta estremamente complicata. Resta il rammarico per lo scontro diretto ancora da giocare allo stadio Anoeta, che avrebbe potuto avere un sapore di vera e propria finale con una classifica più corta.

Al termine della sfida di Vallecas, il tecnico Pellegrino Matarazzo non ha nascosto la propria amarezza, pur cercando di mantenere un atteggiamento equilibrato davanti ai microfoni della stampa. L'allenatore ha dichiarato apertamente che il pareggio ottenuto, considerando il vantaggio di due reti maturato durante il secondo tempo, ha il sapore amaro di una sconfitta, pur riconoscendo che le decisioni arbitrali prese con l'ausilio della tecnologia sono state corrette. Nonostante il duro colpo psicologico subito, Matarazzo ha voluto sottolineare come il gruppo conservi ancora la fame necessaria per lottare fino all'ultimo istante della stagione, con l'obiettivo dichiarato di agguantare quella quinta posizione che rappresenterebbe un traguardo straordinario per il club.

La gestione dei momenti finali della gara sta diventando un caso nazionale in Spagna, mettendo sotto la lente d'ingrandimento la tenuta mentale e fisica dei giocatori della Real Sociedad. Dopo l'arrivo in panchina di Matarazzo, la squadra aveva mostrato segnali di netta ripresa, proponendo un calcio propositivo e ottenendo risultati che avevano riacceso l'entusiasmo della piazza, ma queste continue disattenzioni nei secondi finali rischiano di vanificare tutto il lavoro svolto finora. La rincorsa all'Europa richiede ora un cammino quasi perfetto nelle ultime giornate e, soprattutto, una solidità difensiva che non ammetta cali di tensione oltre il novantesimo, per evitare che quella che doveva essere una stagione da incorniciare si trasformi in un lungo susseguirsi di rimpianti.