Javi Guerra ha ritrovato il gol con la maglia del Valencia dopo più di 10 mesi di digiuno in campionato. La rete arrivata contro l'Alavés, suo primo centro in Liga dall'ultima stagione, rappresenta un momento cruciale nella stagione tutt'altro che semplice del club spagnolo. Il giovane centrocampista, protagonista della rimonta valenciana, ha spiegato sui canali ufficiali della società come fosse stato preparato all'evento dal suo mister: una mossa tattica che ha portato i frutti sperati quando il numero 8 si è inserito in area al momento giusto.

A commentare questo momento di ripresa è Rubén Baraja, l'allenatore che lo ha lanciato nel calcio professionistico di primo livello. Intervenendo a Radio MARCA, Baraja ha dipinto un quadro lucido della situazione di Guerra, sottolineando come un giocatore così giovane debba affrontare pressioni enormi nel vestire una maglia storica come quella del Valencia. Le aspettative dopo il debutto folgorante della scorsa stagione - quando passò direttamente dalla Seconda RFEF a disputare i dieci ultimi match di Liga - non hanno lasciato spazio per una graduale crescita.

"Con 21 o 22 anni indossi questa maglia e senti il peso di tutta l'organizzazione sulle spalle", ha spiegato Baraja. "È naturale avere partite migliori e peggiori. Javi è un calciatore che sta completando il suo processo di formazione, mentre tutti noi vediamo il potenziale che ha. Tutto richiede tempo, e qui i tempi si accelerano. Lo si toglie dalla squadra giovanile, lo si promuove e improvvisamente ci si aspetta che già nel primo anno sia un giocatore pienamente formato. A quell'età serve maggiore comprensione".

L'attuale allenatore del Valencia ha poi affrontato un aspetto cruciale dello sviluppo di Guerra: la posizione in cui viene utilizzato. "Quando lo schieri come mezzala, la naturale aspettativa è che diventi il leader del centrocampo. Ma anche questo aspetto richiede un processo graduale. Quando la squadra vince, il giocatore cresce con lei; quando le cose non funzionano, emergono incostanze nel rendimento. Quello che deve cercare di fare è stabilizzarsi e diventare più affidabile nel lungo periodo". Baraja ha tuttavia garantito sul potenziale del ragazzo: "Non ha la continuità di un calciatore di 28 o 29 anni, ma possiede tutte le caratteristiche per diventare un ottimo centrocampista di movimento".

Attualmente, con Lucas Beltrán fuori ai box per infortunio, l'allenatore Corberán ha aumentato il minutaggio di Guerra come centrocampista centrale, con Ugrinic che assume un ruolo più offensivo al fianco di Sadiq. Una scelta tattica che potrebbe accelerare quella maturazione di cui parla Baraja, purché il Valencia riesca a creare stabilità intorno al suo giovane talento.