Il Nottingham Forest ha compiuto un passo forse decisivo verso la permanenza nel massimo campionato inglese, travolgendo il Sunderland con un perentorio 5-0 in un venerdì sera che ha cambiato radicalmente gli equilibri della bassa classifica. La formazione guidata da Vitor Pereira è salita a quota 39 punti, scavando un solco profondo rispetto alla zona calda della graduatoria: ora il vantaggio sul Tottenham, attualmente diciottesimo, è di ben otto lunghezze, mentre il West Ham, diciassettesimo, dista sei punti. Con una striscia di otto risultati utili consecutivi tra tutte le competizioni, i "Tricky Trees" sembrano aver trovato la quadratura del cerchio nel momento più delicato della stagione, trasformando la lotta per non retrocedere in una corsa a due che vede coinvolte le grandi nobili decadute di Londra.
Nonostante l'entusiasmo travolgente della piazza, il tecnico Vitor Pereira ha preferito mantenere un profilo basso nelle interviste post-partita rilasciate al programma televisivo Match of the Day. L'allenatore portoghese ha infatti dichiarato che il punteggio attuale non garantisce ancora la certezza matematica della permanenza, sottolineando che la squadra ha bisogno di più punti, deve vincere altre partite e deve assolutamente mantenere la propria mentalità fino alla fine. Tuttavia, i dati statistici raccontano una realtà molto più rassicurante per i tifosi del Forest: nella storia della Premier League, tutte le ventitré squadre che si sono trovate con 39 punti dopo 34 giornate sono riuscite a evitare la retrocessione. Negli ultimi cinque anni, la media punti della diciottesima classificata è scesa drasticamente a 29,6, rendendo la quota attuale di Pereira quasi una garanzia di successo.
Anche l'ex centrocampista della nazionale inglese Jamie Redknapp, intervenuto ai microfoni di Sky Sports, ha analizzato la situazione con pragmatismo, pur lasciando aperta una piccola porta all'imprevedibilità del calcio. Redknapp ha ammesso che 39 punti dovrebbero essere sufficienti per salvarsi, ma ha ricordato come sia necessario lavorare partendo dal presupposto che tutto possa ancora accadere, specialmente se il Tottenham dovesse riuscire nell'impresa di vincere quattro delle ultime cinque partite. La storia recente della competizione ricorda però che solo sei squadre sono retrocesse con un bottino pari o superiore ai 39 punti in un campionato a 38 giornate; gli ultimi casi risalgono alla stagione 2010-2011, quando Birmingham City e Blackpool caddero in Championship nonostante avessero raggiunto proprio quella soglia psicologica.
Il calendario finale metterà a dura prova la tenuta nervosa di tutte le contendenti, con il Nottingham Forest che dovrà affrontare avversari del calibro di Chelsea, Newcastle e Manchester United prima della chiusura stagionale contro il Bournemouth. La situazione appare però molto più complessa per il Tottenham, che per superare il Forest dovrebbe vincere tutti i cinque incontri rimanenti contro Wolves, Aston Villa, Leeds, Chelsea ed Everton, sperando contemporaneamente in un crollo verticale dei rivali. Anche il West Ham non può dormire sonni tranquilli, avendo ancora in programma scontri diretti e sfide d'alta classifica contro Arsenal e Newcastle, oltre alla delicata trasferta contro il Leeds che potrebbe rimescolare ulteriormente le carte in fondo alla graduatoria della Premier League.
La cronaca del match contro il Sunderland ha evidenziato una ferocia agonistica impressionante da parte degli uomini di Pereira, capaci di segnare quattro reti in appena sei minuti durante la prima frazione di gioco, capitalizzando ogni minimo errore della difesa avversaria. Tra i protagonisti assoluti della serata spicca Chris Wood, tornato al gol dopo un lungo calvario dovuto a un infortunio al ginocchio che lo aveva tenuto lontano dai campi per gran parte della stagione; l'attaccante non segnava dalla doppietta realizzata nella giornata inaugurale. Oltre a Wood, hanno brillato il giovane talento Igor Jesus e l'ex centrocampista del Newcastle Elliot Anderson, simboli di una squadra che ha saputo mostrare una spietatezza sotto porta che era mancata per lunghi tratti nella prima metà del campionato.

















