Il Manchester City si prepara alla trasferta contro il Burnley con la consapevolezza di aver riaperto totalmente la corsa al titolo in Premier League. La vittoria per 2-1 ottenuta domenica scorsa contro l'Arsenal non è stata solo un successo di prestigio, ma un vero e proprio spartiacque stagionale che ha permesso agli uomini di Pep Guardiola di restare in scia dei londinesi. In caso di successo nel turno infrasettimanale di mercoledì sera, i "Citizens" avrebbero l'opportunità concreta di balzare in testa alla classifica, coronando una rimonta che sembrava complicata fino a poche settimane fa. L'entusiasmo scaturito dal fischio finale della sfida contro i Gunners ha però sollevato un polverone mediatico che il tecnico catalano ha deciso di affrontare senza mezzi termini.

Le polemiche sono nate in seguito ai festeggiamenti giudicati eccessivi da alcuni osservatori illustri del calcio inglese. Wayne Rooney, ex capitano della nazionale e oggi opinionista, ha definito le scene post-partita come "un po' esagerate", aggiungendo che un'esultanza così prematura potrebbe trasformarsi in un boomerang per il City nelle prossime settimane. Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Danny Murphy, sottolineando come i giocatori sembrassero convinti di aver già vinto il campionato nonostante manchino ancora diverse giornate. Al termine del match, Gianluigi Donnarumma si era lanciato tra i tifosi dietro la sua porta, mentre Erling Haaland si era tolto la maglia per raccogliere l'ovazione dello stadio. Sugli spalti era apparso anche uno striscione con la scritta "Panico tra le strade di Londra", una citazione musicale volta a schernire la pressione crescente che grava sull'Arsenal.

Pep Guardiola non ha affatto gradito queste osservazioni e ha risposto con fermezza durante la conferenza stampa di presentazione della prossima gara. "Le persone possono dire tutte le sciocchezze che vogliono", ha esordito l'allenatore dei campioni in carica, difendendo il diritto dei suoi calciatori di gioire apertamente. Secondo il tecnico, i festeggiamenti erano proporzionati all'importanza della sfida: "Hanno esultato perché conoscono il valore dell'avversario. Sapevano perfettamente che, se non avessimo vinto, avremmo dovuto dire addio alle speranze di titolo". Guardiola ha poi ribadito che non avrebbe senso aspettare la fine della stagione per vivere le emozioni, esortando i suoi a godersi ogni singolo momento insieme ai tifosi, poiché il calcio va vissuto nel presente e non solo in funzione dei trofei finali.

La situazione in vetta alla Premier League è ora più incerta che mai e potrebbe risolversi con un finale al cardiopalma che coinvolgerà ogni singolo dettaglio statistico. Se sia il Manchester City che l'Arsenal dovessero vincere tutte le restanti partite, il titolo verrebbe assegnato in base alla differenza reti, ai gol segnati o addirittura agli scontri diretti, parametro che vede attualmente in vantaggio la squadra di Manchester. Nonostante la tensione palpabile, Guardiola ha assicurato di sentirsi "più rilassato che mai", spiegando che i veri nervi saldi sono serviti nella passata stagione durante i momenti di maggiore difficoltà. Il tecnico ha concluso sottolineando che la partita contro l'Arsenal è stata vissuta come una vera finale, giustificando ulteriormente l'esplosione di gioia: "Certamente non festeggeremmo così per un 3-0 o un 4-0 a metà settimana contro un avversario diverso, ma questa era una gara speciale e andava celebrata come tale".