Mikel Oyarzabal festeggia oggi il suo ventinovesimo compleanno in un clima di euforia collettiva che raramente si è visto a San Sebastian negli ultimi decenni. Non esiste regalo migliore della Coppa del Re alzata al cielo solo poche ore fa, un trofeo che rappresenta il culmine di un percorso di crescita straordinario per l'attaccante e per tutto il club basco. Durante la finale contro l'Atletico Madrid, il capitano ha lasciato ancora una volta il segno realizzando la rete del momentaneo 2-1, prima di essere costretto al cambio per un affaticamento fisico che non gli ha comunque impedito di partecipare ai festeggiamenti sfrenati. Questa vittoria ha un sapore speciale per il numero dieci, che sognava da tempo di celebrare un titolo davanti ai propri tifosi, cancellando l'amarezza delle restrizioni passate e consolidando il suo status di leggenda vivente della Real Sociedad.
La città di San Sebastian si è trasformata in un mare bianco e blu per accogliere i campioni, con una parata trionfale su un autobus scoperto che ha attraversato le vie principali fino a raggiungere il Municipio. In un'atmosfera carica di commozione, il compagno di squadra Aritz Elustondo ha vestito i panni dello speaker d'eccezione, presentando il capitano con parole che hanno scatenato l'ovazione dei migliaia di presenti. "Con il numero dieci, il grande responsabile di tutto ciò che di buono sta accadendo alla Real Sociedad; è una fortuna immensa averlo in questa squadra, ecco a voi Mikel Oyarzabal, la volpe di Eibar", ha esclamato Elustondo mentre la folla intonava ritmicamente il nome del proprio idolo. Per Oyarzabal, questo bagno di folla rappresenta il giusto riconoscimento dopo anni di dedizione assoluta alla maglia txuri-urdin, un legame che va ben oltre il semplice rapporto professionale.
Oltre ai successi di squadra, il compleanno di Oyarzabal serve a fare il punto su una carriera che sta riscrivendo la storia statistica del club guipuzcoano. Con la rete siglata sabato scorso, l'attaccante ha raggiunto quota 130 gol ufficiali, consolidando il secondo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi dopo aver superato in questa stagione un mito come Roberto López Ufarte. Nel mirino del capitano c'è ora il primato assoluto di Jesús Mari Satrústegui, fermo a 162 centri, un traguardo che appare assolutamente alla portata vista la continuità realizzativa mostrata dal classe 1997. La sua capacità di essere decisivo nei momenti chiave, unita a una freddezza glaciale dal dischetto e a un senso della posizione fuori dal comune, lo rendono il terminale offensivo ideale per il gioco espresso dalla formazione di Imanol Alguacil.
Se il record di gol sembra solo una questione di tempo, la scalata nella classifica delle presenze richiederà ancora diverse stagioni di alto livello. Attualmente Oyarzabal vanta 430 partite disputate, una cifra impressionante che lo pone già tra i grandi, ma ancora distante dalla vetta occupata da Alberto Gorriz con 599 apparizioni. Davanti a lui restano icone del calibro di Juanan Larrañaga, Jesús Mari Zamora, Luis Arconada e Xabi Prieto, tutti simboli di una fedeltà d'altri tempi che il capitano attuale sembra intenzionato a emulare. Per scalare ulteriormente questa prestigiosa graduatoria, sarà fondamentale affrontare il tema del rinnovo contrattuale, dato che l'attuale accordo scade nel 2028. Sebbene l'attaccamento alla maglia non sia in discussione, la dirigenza basca sa bene che blindare ulteriormente il proprio simbolo è una priorità assoluta per garantire la continuità di un progetto sportivo ambizioso.
Al di là del campo, Oyarzabal sta vivendo un momento di grande maturità personale, trovando un equilibrio fondamentale grazie alla sua famiglia e alla recente nascita del figlio Martín. Questa serenità fuori dal rettangolo verde si riflette nelle sue prestazioni sportive, dove appare sempre più come un leader calmo e carismatico, capace di guidare i compagni più giovani nei momenti di difficoltà. La Real Sociedad, attualmente protagonista nelle zone nobili della classifica della Liga, vede in lui non solo il capitano, ma l'incarnazione stessa dei valori del club: umiltà, lavoro duro e appartenenza territoriale. In un calcio moderno sempre più globalizzato e privo di bandiere, la storia di Mikel Oyarzabal a San Sebastian rappresenta un'eccezione romantica che i tifosi sperano possa durare ancora per molti anni, possibilmente arricchita da altri trofei da esporre in bacheca.

















