Ciro Ferrara, ex colonna della difesa bianconera e oggi apprezzato commentatore televisivo, ha offerto una panoramica dettagliata sullo stato di salute del calcio italiano in vista dei prossimi impegni internazionali che lo vedranno protagonista come opinionista per il Mondiale 2026. Secondo l'ex difensore, la scelta della Juventus di proseguire il rapporto con Luciano Spalletti è assolutamente condivisibile, poiché il tecnico toscano ha saputo dare un'identità precisa alla squadra nonostante qualche passaggio a vuoto, come il pareggio amaro contro il Cagliari. Ferrara sottolinea come la produzione offensiva della compagine torinese sia stata costante e di alto livello, trovando finalmente una meritata, seppur sofferta, gratificazione nel recente successo ottenuto sul difficile campo di Bergamo. La stima della dirigenza, rappresentata dalle parole del direttore sportivo Ottolini, conferma che il progetto tecnico è solido e basato sulla capacità di Spalletti di gestire uno spogliatoio complesso grazie alla sua vasta esperienza e alla sua bravura tattica.
Spostando l'attenzione sulla gestione del parco giocatori, Ferrara ha affrontato il tema spinoso del rinnovo di Dusan Vlahovic, legandolo indissolubilmente a parametri di sostenibilità finanziaria. L'attuale ingaggio da dodici milioni di euro netti a stagione viene considerato fuori mercato dall'opinionista, il quale suggerisce che una permanenza del serbo a Torino sia auspicabile solo a fronte di un ridimensionamento economico significativo. Pur riconoscendo il valore dell'attaccante, Ferrara mette in dubbio la sua centralità assoluta come titolare inamovibile, pur ritenendolo un elemento di grande spessore per completare il reparto avanzato della rosa. In senso più ampio, l'ex calciatore esorta la Juventus a ritrovare la propria ambizione storica: l'obiettivo primario non deve essere la semplice qualificazione in Champions League, vitale per le casse del club, ma la lotta serrata per lo scudetto, traguardo che deve tornare a essere il punto di partenza naturale per una società di tale blasone, specialmente potendo contare su un allenatore che già conosce profondamente il gruppo.
Un capitolo a parte merita l'Inter, ormai prossima a cucirsi sul petto il tricolore sotto la guida di Cristian Chivu. Ferrara ha espresso parole di grande ammirazione per il tecnico romeno, capace di gestire con polso e intelligenza una rosa estremamente profonda e competitiva, nonostante fosse alla sua prima vera esperienza su una panchina di tale prestigio. Sebbene il percorso europeo sia stato macchiato dall'eliminazione per mano del Bodo/Glimt, il cammino in campionato è stato quasi perfetto, merito anche di individualità che hanno fatto la differenza nei momenti cruciali. Tra i protagonisti assoluti della cavalcata nerazzurra, Ferrara ha citato Hakan Calhanoglu per la sua leadership tecnica e il giovane Pio Esposito, capace di fornire un contributo inaspettato e decisivo per le sorti della squadra, dimostrando come la programmazione del club stia dando frutti eccellenti anche attraverso l'inserimento di forze fresche.
Infine, l'analisi si è spostata sul Napoli di Antonio Conte, una stagione vissuta tra grandi picchi e difficoltà oggettive legate a una serie di infortuni che hanno limitato le rotazioni. Nonostante queste avversità, Ferrara promuove l'operato del tecnico salentino, capace di mantenere la squadra stabilmente nelle zone nobili della classifica e di arricchire la bacheca del club con la conquista della Supercoppa Italiana. Il possibile secondo posto finale rappresenterebbe un risultato di tutto rispetto, confermando la capacità di Conte di estrarre il massimo potenziale dal gruppo a sua disposizione anche in situazioni di emergenza. Guardando al futuro, Ferrara ha ricordato come già nella passata stagione fosse convinto della permanenza dell'allenatore all'ombra del Vesuvio, sottolineando come la stabilità tecnica sia un fattore determinante per competere ai massimi livelli sia in Italia che in Europa, specialmente in un contesto calcistico che richiede continuità per aprire cicli vincenti.
















