Il cammino del Liverpool nella massima competizione europea si interrompe bruscamente davanti al proprio pubblico, sancendo una delle serate più amare della gestione di Arne Slot. La sconfitta complessiva per 4-0 contro il Paris Saint-Germain non solo elimina i Reds dalla Champions League, ma solleva pesanti interrogativi sulla tenuta tattica e psicologica della squadra in vista del finale di stagione. Dopo il deludente 2-0 subito in terra francese nella gara d'andata, i tifosi di Anfield si aspettavano una rimonta epica, ma il verdetto del campo è stato impietoso, confermando la superiorità dei parigini e mettendo l'allenatore olandese al centro di una bufera mediatica senza precedenti per le sue decisioni iniziali.
A scatenare le polemiche più feroci è stata la gestione della formazione titolare, in particolare la scelta di Slot di lasciare in panchina Mohamed Salah in una sfida da dentro o fuori. Al suo posto è stato schierato Alexander Isak, un calciatore che non partiva titolare dal mese di dicembre e che appariva chiaramente lontano dalla condizione fisica ideale per affrontare un quarto di finale di tale intensità. La scelta ha lasciato interdetti osservatori e tifosi, specialmente considerando che l'attaccante egiziano rappresenta ancora oggi il terminale offensivo più prolifico e carismatico della rosa, capace di cambiare l'inerzia di un match con una singola giocata, come dimostrato ampiamente durante tutta la sua gloriosa carriera in Inghilterra.
Jamie Carragher, leggenda del club e oggi opinionista di punta, non ha usato giri di parole per esprimere il suo totale dissenso durante la trasmissione su CBS Sports. "Non posso crederci, sono rimasto letteralmente sbalordito dalla decisione di non far giocare Salah dall'inizio", ha dichiarato l'ex difensore, sottolineando come non riuscisse a trovare una spiegazione logica a tale esclusione. Carragher ha poi rincarato la dose evidenziando come Isak non fosse minimamente in forma per una partita di questo livello, mentre Salah aveva appena segnato in campionato e conosceva alla perfezione i meccanismi del sistema di gioco dei Reds, a differenza della coppia inedita formata da Isak ed Ekitike che non aveva mai mostrato affiatamento prima d'ora.
L'analisi di Carragher si è poi spinta verso ipotesi più profonde, suggerendo che dietro la scelta tecnica potesse celarsi una motivazione legata al futuro del calciatore egiziano, che ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione ad Anfield. "Mi chiedo se l'allenatore stia già pensando al prossimo anno, privilegiando chi resterà nel club, ma anche questo non avrebbe senso perché nel calcio conta il presente", ha ipotizzato Carragher, ricordando come certi allenatori del passato, come Alex Ferguson, avessero polso fermo con chi decideva di andarsene. Dal canto suo, Arne Slot ha provato a difendere il suo operato nel post-partita, spiegando di aver cercato due punte fisiche su cui appoggiarsi per risalire il campo velocemente, ma il cambio di Isak già all'intervallo è suonato come una tacita ammissione di colpa per un esperimento fallito.
La cronaca della gara ha visto Salah entrare in campo prima del previsto a causa dell'infortunio occorso a Hugo Ekitike, ma l'ingresso dell'idolo di casa non è bastato a ribaltare un destino che appariva già segnato dopo i primi quarantacinque minuti di confusione tattica. Il PSG ha gestito con maturità il vantaggio, colpendo nei momenti chiave e chiudendo ogni discorso qualificazione con un altro 2-0 che non lascia spazio a recriminazioni sulla legittimità del passaggio del turno. Per il Liverpool si apre ora una fase di riflessione profonda: l'addio di Salah a fine stagione rischia di coincidere con un ridimensionamento delle ambizioni europee se la transizione tecnica guidata da Slot non troverà presto una solidità che, in questa doppia sfida contro i campioni di Francia, è mancata totalmente.

















