Kenneth Taylor si è preso definitivamente le chiavi della Lazio, trasformandosi in pochissimo tempo da elemento sacrificabile sul mercato a perno centrale del progetto tecnico di Gennaro Gattuso. Il centrocampista olandese sta mettendo in mostra una completezza tecnica e atletica che lo colloca di diritto tra i migliori interpreti del ruolo in Serie A. La sua capacità di utilizzare entrambi i piedi con la stessa naturalezza, unita a una visione di gioco periferica, gli permette di agire con efficacia in ogni zona del campo. Insieme a Belahyane, che agisce in cabina di regia, e a Frattesi, suo partner ideale come mezz'ala opposta, Taylor ha formato un terzetto di centrocampo che sta garantendo alla squadra biancoceleste un equilibrio tattico invidiabile e una fluidità di manovra che non si vedeva da tempo all'Olimpico.
L'ultima sfida vinta contro il Cagliari ha fornito dati statistici impressionanti che confermano l'importanza del calciatore ex Ajax. Taylor ha fatto registrare ben nove recuperi difensivi, risultando il migliore del match in questa specialità davanti a Sutalo e Ze Pedro. Non solo quantità, ma anche una resistenza fuori dal comune: l'olandese ha percorso quasi dodici chilometri e mezzo durante i novanta minuti, venendo superato in questa classifica di resistenza soltanto dal terzino Floriani Mussolini. Al termine della gara, Gattuso ha espresso tutta la sua ammirazione per il giocatore, dichiarando in conferenza stampa di avere ancora negli occhi le immagini di Taylor che salva per due volte un contropiede pericoloso dei sardi, riuscendo immediatamente dopo a ribaltare l'azione in favore dei capitolini. Queste parole certificano come il tecnico consideri il classe 2002 il primo difensore e, allo stesso tempo, il primo rifinitore della squadra.
Oltre al prezioso lavoro in fase di non possesso, Taylor sta diventando un fattore determinante anche negli ultimi trenta metri, partecipando attivamente a quasi tutte le azioni offensive della Lazio. Contro il Cagliari, un suo colpo di tacco illuminante ha permesso a Noslin di servire l'assist per il momentaneo pareggio di Isaksen, dimostrando una sensibilità tecnica superiore. Sebbene non sia riuscito a segnare personalmente, sfiorando il gol con un destro potente su sponda di Dele-Bashiru dopo una rapida triangolazione con Belahyane, il suo stato di forma è eccezionale. Nelle precedenti uscite, infatti, era stato decisivo con la rete vittoria contro il Parma e con una prestazione maiuscola condita da gol e assist nel turno infrasettimanale contro il Sassuolo, confermando di aver trovato quella continuità realizzativa che gli era mancata nella prima parte della stagione.
Il rendimento di altissimo livello di Taylor ha inevitabilmente attirato l'attenzione di diversi club della Premier League, pronti a investire pesantemente per portarlo in Inghilterra nella prossima sessione di mercato. Tuttavia, la società biancoceleste e lo stesso Gattuso hanno alzato un muro invalicabile: l'olandese è considerato incedibile e rappresenta il volto della nuova Lazio che punta a tornare stabilmente nelle posizioni che contano della classifica. La sua leadership silenziosa e l'integrazione totale con il gruppo, testimoniata dalle esultanze sfrenate insieme ai compagni, lo hanno reso un beniamino dei tifosi. Con un Taylor così totale, capace di abbinare eleganza e polmoni, la Lazio può guardare con ambizione ai prossimi impegni di campionato, consapevole di aver trovato il vero motore del proprio gioco.



















