Union Berlin ha affrontato le critiche sexiste che hanno accolto l'appointamento di Marie-Louise Eta come manager del club, diventando la prima donna a guidare un team maschile in una delle cinque maggiori lighe europee. Eta, 34 anni, ha preso il posto di Steffen Baumgart, che è stato licenziato, e ha subito attacchi su social media suggerendo che non sia adatta al ruolo per via del suo genere.

Horst Heldt, il capo del club, ha espresso la totale fiducia in Eta, sostenendo che la situazione è inaccettabile in questo giorno e ora. 'We have 100 percent confidence in Loui, with complete conviction. I find it crazy that we have to deal with this in this day and age, that we have to justify ourselves,' ha detto.

Christian Arbeit, il direttore della comunicazione del club, ha aggiunto che Eta, campionessa della Women's Champions League con Turbine Potsdam nel 2010, ha un approccio pragmatico alla sua nuova carica. 'She's very conscious that it's something special, but for her soccer is in the foreground. She wants to work with the team and she wants to be on the field,' ha detto.

Union Berlin ha anche difeso Eta online, rispondendo a critiche su social media. 'With all due respect, that's sexism,' ha risposto il club a una postazione che sosteneva che i giocatori non prenderebbero sul serio le sue istruzioni tattiche.

Il club ha anche sottolineato la solidarietà con Eta, rispondendo a un commento che esprimeva preoccupazione per il trattamento ricevuto e per un possibile backfire se Eta perdesse un match: 'The Union family has her back.'

La decisione di Union Berlin ha ricevuto l'approvazione del sindaco di Berlino, Kai Wegner, che ha definito l'azione 'un segnale forte per il calcio professionale e per le donne in sport di alto livello.'