Jonathan David sembra aver finalmente ritrovato la via maestra nella Liga spagnola, lasciandosi alle spalle le ombre che avevano caratterizzato la sua sfortunata parentesi con la maglia della Juventus. L'attaccante canadese, approdato all'Atletico Madrid con la formula del prestito con diritto di riscatto, sta vivendo un inizio di stagione folgorante, avendo già messo a segno tre reti nelle prime tre apparizioni in campionato. Questa rinascita non si limita solo al club, poiché il centravanti ha ripreso a segnare con regolarità anche per la propria nazionale, dimostrando che il periodo di appannamento vissuto a Torino era legato più a fattori ambientali e tattici che a un reale declino tecnico. La dirigenza dei biancorossi di Spagna, guidata da Diego Simeone, appare ora intenzionata a versare i 25 milioni di euro necessari per acquisire il cartellino a titolo definitivo, un investimento che appare quasi un affare vista l'attuale prolificità del giocatore.

Il contrasto tra il rendimento attuale e quello mostrato sotto la Mole è stridente e solleva diversi interrogativi sulla gestione del calciatore durante la sua permanenza in Serie A. Con la Juventus, David ha faticato enormemente a integrarsi negli schemi di Luciano Spalletti, che prediligeva profili fisicamente più imponenti come Woltemade o Vlahovic per guidare il reparto offensivo. Il punto di rottura definitivo con l'ambiente bianconero è coinciso probabilmente con quel rigore calciato con il gesto del cucchiaio e parato da Falcone durante la sfida contro il Lecce, un episodio che ha segnato l'inizio di una crisi di fiducia profonda. Lo stesso attaccante ha recentemente ammesso che la pressione mediatica e le aspettative altissime di un club che non vince il titolo da diverse stagioni hanno pesato come un macigno sulle sue prestazioni, limitando la sua naturale capacità di finalizzazione che in Francia lo aveva portato a superare sempre la soglia dei tredici gol stagionali.

A confermare il valore assoluto del calciatore sono arrivate anche le parole di stima di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico della nazionale degli Stati Uniti, il quale ha sottolineato come il talento di David non sia mai stato in discussione per gli addetti ai lavori. L'allenatore argentino ha dichiarato che Jonathan David non lo sorprende affatto, poiché era a conoscenza del tipo di giocatore che è, aggiungendo che in tutti i club dove ha lavorato il canadese era sempre presente nei radar come possibile acquisto. Secondo Pochettino, vedere David eccellere in un campionato competitivo come la Liga e sotto la guida di un tecnico esigente come Simeone è fantastico, definendolo un attaccante meraviglioso con un mix perfetto di qualità, uno dei migliori al mondo. Queste dichiarazioni rafforzano l'idea che la Juventus possa aver ceduto troppo frettolosamente un patrimonio tecnico che, in un contesto differente, sta dimostrando di poter fare la differenza ai massimi livelli europei.

Mentre David brilla in Spagna, la situazione degli attaccanti in casa Juventus rimane complessa e ricca di chiaroscuri, con la dirigenza che osserva con sentimenti contrastanti l'esplosione del proprio ex tesserato. Se da un lato Kolo Muani sembra dare segnali di ripresa dopo l'annata deludente trascorsa al Tottenham, dall'altro Woltemade continua a faticare nel trovare la via del gol, non riuscendo a sbloccarsi nemmeno durante gli impegni con la nazionale tedesca. La possibile cessione definitiva di David per 25 milioni garantirebbe alle casse bianconere una boccata d'ossigeno finanziaria, ma lascerebbe anche il rimpianto di non aver saputo valorizzare un profilo che oggi viene celebrato come uno dei migliori centravanti d'Europa. Il futuro prossimo dirà se la scelta di puntare su altri profili pagherà o se il riscatto del canadese diventerà un tema centrale nelle discussioni della tifoseria juventina per i mesi a venire.