Il Valencia ha deciso di blindare il suo gioiello più prezioso, David Otorbi, con un rinnovo contrattuale che testimonia la fiducia totale del club nelle sue potenzialità future. Il nuovo direttore sportivo, Braulio Vázquez, ha accelerato le pratiche per estendere il legame con l'esterno offensivo fino al 30 giugno 2031, senza attendere il raggiungimento delle dieci presenze ufficiali con la prima squadra che avrebbero fatto scattare una clausola di rinnovo automatico meno vantaggiosa per la società. Questa mossa strategica ha permesso al club spagnolo di raddoppiare la clausola rescissoria del calciatore, portandola da 30 a ben 60 milioni di euro, una cifra pensata specificamente per scoraggiare l'interesse sempre più pressante dei club della Premier League inglese. Tra questi, il Newcastle aveva già inviato i propri osservatori a Santander per monitorare da vicino le prestazioni del ragazzo, confermando come il suo profilo sia ormai finito sui taccuini dei principali direttori sportivi europei.
Nonostante la firma del nuovo accordo porti una ventata di ottimismo in casa valenciana, il giovane talento sta attualmente attraversando un momento complicato a causa di un serio infortunio muscolare che ne ha frenato l'ascesa. Durante l'ultima sfida di campionato disputata davanti ai tifosi del Mestalla, Otorbi ha riportato una lesione ai tendini del ginocchio che lo costringerà a restare lontano dai campi di gioco per un periodo stimato di circa due mesi. È un duro colpo per il calciatore, che stava trovando una continuità sorprendente sia come titolare che come subentrato nelle rotazioni della squadra. Prima dello stop forzato, il velozissimo esterno era riuscito a mettere a segno la sua prima rete tra i professionisti nella sfida contro il Racing, dimostrando di possedere quel fiuto del gol necessario per compiere il salto di qualità definitivo nel calcio d'élite.
La storia di David Otorbi Ejededawe, nato nel 2007 da genitori nigeriani e cresciuto nel quartiere valenciano di Nazaret, è quella di un predestinato che ha bruciato tutte le tappe della formazione giovanile. Arrivato nella celebre accademia di Paterna nel 2019 all'età di soli dodici anni, si è trasformato rapidamente da centrocampista centrale a esterno d'attacco devastante grazie a una progressione atletica fuori dal comune. I numeri statistici confermano la sua precocità: Otorbi è ufficialmente il giocatore più giovane ad aver mai esordito con la maglia del Valencia in una competizione ufficiale, avendo debuttato in Coppa del Re contro il Cartagena a soli 16 anni, due mesi e 19 giorni. Inoltre, detiene anche il record di precocità per quanto riguarda l'esordio nel campionato spagnolo, la Liga, avvenuto in una cornice prestigiosa come la sfida contro il Barcellona quando aveva 16 anni e 306 giorni.
Il percorso di crescita di Otorbi non è stato tuttavia privo di ostacoli caratteriali, come ricordato con onestà dal suo primo allenatore e attuale rappresentante Nacho Gallart. Il tecnico ha svelato un aneddoto risalente ai tempi dell'Atlético Cabanyal, spiegando come inizialmente il ragazzo facesse fatica a integrarsi nei meccanismi collettivi a causa di un gioco troppo solista. Gallart ha dichiarato testualmente: "Un anno decisi di non tenerlo in squadra perché mi sembrava eccessivamente individualista e in un certo senso lo punii per questo suo atteggiamento". Quella lezione si rivelò fondamentale per la maturazione del giovane David, che comprese l'importanza del gioco associativo e chiese di tornare a far parte del gruppo con una mentalità totalmente rinnovata. Da quel momento, la sua carriera ha preso il volo, portandolo a scalare le gerarchie del calcio spagnolo fino a diventare oggi la colonna portante del progetto futuro del Valencia.














