La Nazionale italiana si prepara a scendere in campo allo stadio Renato Dall’Ara di Bologna per un appuntamento cruciale nel percorso di crescita del nuovo ciclo guidato da Roberto Mancini. L'obiettivo primario della sfida contro la Turchia è blindare il terzo posto nel girone, un risultato fondamentale per garantire agli Azzurri lo status di testa di serie in vista del sorteggio per le qualificazioni al prossimo Campionato Europeo, previsto a Belfast il 6 dicembre. Dopo le fatiche accumulate nelle impegnative trasferte di Bursa e Parigi, il gruppo ha raggiunto il capoluogo emiliano con un volo charter, cercando di recuperare le energie necessarie per evitare pericolosi cali di tensione. Una vittoria permetterebbe all'Italia di salire a quota 7 punti in classifica, rendendo il vantaggio sulla selezione guidata da Vincenzo Montella inattaccabile nelle ultime due giornate della competizione.
Per far fronte alla stanchezza accumulata in un ritiro lungo quindici giorni, il commissario tecnico sta valutando un ampio rimpasto della formazione titolare, con almeno sei o sette avvicendamenti rispetto all'undici visto allo Stade de France. In difesa, le rotazioni dovrebbero portare il romanista Gianluca Mancini al centro del reparto al posto di Scalvini, mentre sulla fascia sinistra Ruggeri è pronto a rilevare Calafiori per dare maggiore spinta atletica. Resta da monitorare la condizione di Alessandro Bastoni, che potrebbe essere chiamato agli straordinari per la terza gara consecutiva, mentre sulla corsia opposta il giovane Kayode, reduce da ottime prestazioni con il Brentford, si gioca una maglia da titolare con l'esperto Giovanni Di Lorenzo. L'allenamento di rifinitura a Castel Debole, seguito con interesse anche dal tecnico del Bologna Raffaele Palladino, servirà a sciogliere gli ultimi dubbi sulla tenuta dei terzini.
Il centrocampo rappresenta il settore con le maggiori incognite tattiche, nonostante la certezza del rientro di Nicolò Barella dal primo minuto dopo il turno di riposo. Il vero dilemma riguarda la cabina di regia: Sandro Tonali è apparso visibilmente provato dopo la battaglia di Parigi, dove è stato sostituito dopo meno di un'ora di gioco, e la sua presenza dall'inizio è legata a un recupero fisico dell'ultimo minuto. In caso di forfait o riposo precauzionale, Nicolò Fagioli appare come la soluzione più naturale e affidabile per dettare i tempi della manovra, sebbene non sia da escludere una nuova chance per il giovane Romano, già testato con buoni risultati contro il Belgio. Per completare il reparto mediano, Davide Frattesi parte favorito nel ballottaggio con Doumbia, mentre profili come Mandragora e Ricci sembrano al momento scivolati indietro nelle gerarchie del tecnico marchigiano.
Anche il reparto offensivo è alle prese con diversi dubbi legati alla condizione fisica dei singoli interpreti, con Moise Kean che continua a convivere con un fastidioso problema alla tibia. L'attaccante ha dato prova di grande spirito di sacrificio nella sfida contro la Francia, ma il riacutizzarsi del dolore, che lo tormenta sin dai tempi della sua esperienza a Firenze e della trasferta di Zenica, impone estrema cautela allo staff medico azzurro. Parallelamente, Pio Esposito ha speso molto nelle tre partite disputate da titolare e potrebbe lasciare spazio a Gianluca Scamacca, pronto a riprendersi il centro dell'attacco per offrire maggiore peso fisico contro la difesa turca. Mancini sa bene che non può permettersi passi falsi in questa quarta e ultima sfida del mini-ciclo autunnale, poiché la Turchia di Montella è un avversario insidioso capace di sfruttare ogni minima distrazione per ribaltare le gerarchie del raggruppamento.

















