Il Valencia ha iniziato a sfruttare una leva spesso sottovalutata nel calcio moderno: il supporto psicologico strutturato. Ad novembre, l'allenatore Carlos Corberán ha incorporato José Carrascosa, psicologo sportivo di Valencia, come figura chiave nel programma di preparazione della squadra. La mossa rappresenta un approccio olistico dove la gestione mentale è considerata al pari della preparazione tattica e tecnica.
La prima traccia pubblica di questa decisione è emersa quando Lucas Beltrán, attaccante argentino, ha rivelato di stare seguendo un percorso con uno specialista per affrontare meglio gli aspetti emotivi della competizione. "Sto imparando a gestire la parte mentale con l'aiuto di uno psicologo, con incontri settimanali", aveva dichiarato il calciatore attraverso i canali ufficiali del club. Poco prima, Carrascosa aveva aderito al gruppo DV7 Management di David Villa, dove sviluppa lavori di psicologia sportiva sia nelle accademie che nella prima squadra.
Carrascosa non è una novità nel panorama calcistico spagnolo. Ha accumulato esperienze significative con Levante, Rayo Vallecano, Siviglia, Athletic Club e Real Sociedad, costruendosi una solida reputazione nel settore. A differenza di alcuni suoi predecessori, lo specialista opera dal suo ufficio su base volontaria, accogliendo i giocatori che cercano supporto senza invadere lo spazio degli allenamenti sul campo. È un approccio discreto ma efficace.
Lo stesso Corberán, dopo la qualificazione in Coppa del Re contro il Cartagena, ha riconosciuto il valore di questo lavoro parallelo. "La collaborazione con lo psicologo non riguarda solo i gol. Tutti abbiamo bisogno di gestire diverse situazioni che viviamo, e al club abbiamo grandi specialisti che supportano costantemente i nostri calciatori", ha spiegato l'allenatore, riferendosi implicitamente al lavoro svolto da Carrascosa.
César Tárrega, difensore della squadra, ha confermato quanto sia cruciale questo tipo di intervento. "Chiaramente vengo. Ti aiuta a gestire quei momenti in cui il corpo risponde ma la mente no. Questo aspetto è importante quanto la tattica e la tecnica nel calcio", ha dichiarato il giocatore a Marca. Una testimonianza che sintetizza perfettamente come il Valencia stia investendo su dimensioni del gioco spesso ignorate, riconoscendo che il calcio moderno non può ignorare la psicologia competitiva.

















