Gianluca Pessotto, storico capitano della Juventus, ha concesso un'intervista a Tuttosport nella quale ha ripercorso alcuni episodi indimenticabili della sua carriera ai colori bianconeri, lanciando un messaggio di forza e resilienza nei confronti degli avversari.

Tra gli argomenti affrontati emerge il celebre rigore messo a segno in una partita fondamentale. Pessotto racconta come Marcello Lippi, in fase di preparazione, avesse scelto di non provare i calci dagli undici metri, affermando con sicurezza che la partita sarebbe stata vinta comunque. Una strategia psicologica volta a caricare l'ambiente. L'ex terzino sinistro rivela però di essersi preparato in proprio, reclutando persino un aiutante del magazzino per simulare la parata. Quella freddezza dimostrata sul campo, sottolinea, nascondeva anche un'ingenuità quasi incosciente che lo protesse dalla paura di fallire.

Un momento spartiacque della stagione è stato identificato nella sfida vinta contro il Borussia Dortmund. In quel periodo la Juventus alternava buone prestazioni europee a risultati più altalenanti in campionato, circostanza che alimentava critiche sulla preparazione atletica. Pessotto rigetta questa tesi, ribadendo che i giocatori erano gli stessi di pochi giorni prima, attribuendo al contrario il problema a fattori mentali. La vittoria tedesca rappresentò una svolta psicologica cruciale, infondendo fiducia nell'intero ambiente, mentre la lampadina di Alessandro Del Piero si accese proprio in quel contesto, lasciando un segno indelebile.

Anche il doppio confronto con il Real Madrid si rivela particolarmente istruttivo. Dopo la sconfitta madrilena per 1-0, salvata solo da un prodigioso intervento di Peruzzi nei minuti finali, il morale era ai minimi storici. Addirittura, i giornali avevano già iniziato a stilare liste di promossi e bocciati per la stagione successiva. Lippi organizzò un'amichevole a Carrara per spezzare la monotonia, ma la squadra era demotivata. Secondo la ricostruzione di Pessotto, sia il direttore generale che altre figure dirigenziali suggerirono al tecnico di schierarlo titolare al ritorno, una fiducia che si rivelerà cruciale.

Infine, l'ex calciatore ricorda il suo primo incontro a Torino con Gianluca Vialli e Mauro Vierchowod, due big della Serie A dell'epoca. L'incontro avvenne in un ristorante che frequentava già ai tempi del Torino. Il contrasto tra le carriere era evidente: mentre loro stessi vincevano titoli nel campionato italiano, Pessotto era appena uscito dalla terza serie con il Varese. Un'origine umile che rende ancora più straordinario il percorso che lo ha portato a indossare la fascia di capitano della Juventus nei momenti più difficili e glorifici della sua storia.