Il calciomercato riserva spesso ritorni inaspettati e quello di Norberto Murara Neto alla Juventus è certamente uno dei più sorprendenti di questa sessione. A distanza di nove anni dalla sua ultima apparizione con la maglia della Vecchia Signora, l'estremo difensore brasiliano è sbarcato nuovamente a Torino nella mattinata di ieri per sottoporsi ai consueti esami di rito presso il J-Medical. Nonostante l'arrivo fosse inizialmente previsto per lo scorso fine settimana, lo slittamento non ha influito sui programmi della società, dato che il calciatore si aggregherà al gruppo guidato dallo staff tecnico proprio a partire dalla giornata odierna. Il portiere ha sottoscritto un accordo annuale che lo legherà ai colori bianconeri fino al 30 giugno 2027, assumendo il ruolo di dodicesimo alle spalle del titolare inamovibile Guglielmo Vicario.
La prima parentesi di Neto all'ombra della Mole, avvenuta tra il 2015 e il 2017, era stata caratterizzata da luci e ombre, soprattutto a causa della presenza ingombrante di un mostro sacro come Gianluigi Buffon. In quel biennio, il brasiliano collezionò appena ventidue presenze subendo quindici reti, un bottino che lo convinse a cercare fortuna altrove per non veder sfiorire la propria carriera in panchina. Al momento del suo addio verso Valencia, Neto non risparmiò critiche velate alla gestione tecnica dell'epoca, dichiarando apertamente il proprio malumore: «Nei due anni trascorsi in bianconero non ero felice. Non sentivo la fiducia dell'ambiente e percepivo che il mio contributo non venisse considerato importante. Ho perso lo stimolo perché mi sono reso conto che quanto dimostravo sul campo non aveva alcun peso nelle gerarchie. Per questo motivo scelsi di trasferirmi in una realtà che mi garantisse una possibilità concreta. A Torino ho passato due anni ad aspettare eventi che non si sono mai verificati».
Il percorso professionale di Neto dopo l'addio all'Italia è stato un lungo girovagare tra i principali campionati europei, portando nelle casse della Juventus una plusvalenza significativa grazie alla cessione per sette milioni di euro agli spagnoli del Valencia. Dopo due ottime stagioni nella Liga, il Barcellona decise di investire ben ventisei milioni di euro per assicurarsi le sue prestazioni, facendone il vice di Ter Stegen per un triennio. Successivamente, il portiere ha saggiato i campi della Premier League vestendo le maglie di Bournemouth e Arsenal, prima di tentare l'avventura in patria con il Botafogo. L'ultima esperienza in Brasile si è rivelata però fallimentare: venticinque reti subite in poche gare, prestazioni condite da aspre polemiche con la tifoseria e una rottura totale con il club che lo aveva portato a finire fuori rosa negli ultimi mesi.
Il ritorno alla Juventus rappresenta dunque per Neto una sorta di chiusura del cerchio e un'opportunità di riscatto professionale in un ambiente che conosce bene. La dirigenza bianconera ha deciso di puntare su di lui per tamponare l'emergenza nel reparto arretrato, considerando che il polacco Grabara non sarà disponibile prima della prossima primavera a causa di un serio infortunio. Nelle gerarchie iniziali, Neto partirà come secondo portiere, con Carlo Pinsoglio che manterrà il suo ruolo di terzo elemento dello spogliatoio, fondamentale per gli equilibri del gruppo. Sebbene il brasiliano arrivi con la consapevolezza di dover coprire le spalle a Vicario, la sua vasta esperienza internazionale sarà preziosa per affrontare i molteplici impegni stagionali tra campionato e coppe, in attesa di valutare eventuali nuovi movimenti di mercato nella finestra di gennaio.

















