Aleksander Ceferin, numero uno della UEFA, ha rilasciato dichiarazioni di grande peso riguardanti il panorama calcistico italiano, soffermandosi in particolare sulla figura di Gabriele Gravina. Secondo il dirigente sloveno, il lavoro svolto dal presidente della FIGC verrà pienamente apprezzato solo con il passare degli anni, sottolineando come la sua gestione abbia portato stabilità in un momento di profonda trasformazione per il movimento. Ceferin ha voluto ribadire la sua totale sintonia con i vertici federali italiani, evidenziando come la collaborazione tra Nyon e Roma sia fondamentale per affrontare le sfide globali che attendono il calcio europeo nei prossimi cicli agonistici, definendo Gravina un dirigente di grande valore strategico.
Un punto dolente toccato dal presidente UEFA riguarda lo stato delle infrastrutture sportive nella penisola, definite non consone al blasone e alla gloriosa tradizione calcistica dell'Italia. Ceferin ha lanciato un monito chiaro: senza un deciso ammodernamento degli impianti, il Paese rischia di perdere competitività rispetto alle altre grandi potenze continentali che hanno già investito massicciamente in questo settore. Il riferimento è apparso come un sollecito diretto alle istituzioni politiche affinché snelliscano le procedure burocratiche che spesso bloccano i progetti di nuovi stadi, elementi ormai imprescindibili per garantire flussi di ricavi costanti e un'esperienza sicura e moderna per i tifosi di ogni età.
La questione degli stadi si lega a doppio filo con l'organizzazione dei prossimi Campionati Europei del 2032, che l'Italia ospiterà in collaborazione con la Turchia. Ceferin ha ricordato che questo evento rappresenta un'occasione irripetibile per rinnovare il parco impianti nazionale, ma ha anche avvertito che il tempo stringe e che la UEFA monitorerà con attenzione i progressi nei vari siti individuati per la manifestazione. La necessità di avere strutture all'avanguardia non è solo una questione estetica, ma un requisito funzionale per ospitare competizioni di tale portata, che richiedono standard elevatissimi in termini di logistica, tecnologia e sostenibilità ambientale, parametri su cui l'Italia deve ancora recuperare molto terreno.
Infine, il numero uno del calcio europeo non ha evitato di commentare le recenti tensioni politiche che hanno coinvolto il CONI e la figura di Giovanni Malagò, ribadendo con forza il principio dell'autonomia dello sport. Ceferin ha espresso la necessità che le federazioni possano operare senza indebite interferenze governative, un tema molto caro alla UEFA che in passato ha già mostrato fermezza verso altri Paesi membri. La stabilità del sistema sportivo italiano dipende, secondo il presidente, da un equilibrio delicato tra il sostegno pubblico e l'indipendenza decisionale degli organismi federali, un binomio essenziale per mantenere la credibilità internazionale guadagnata sul campo nel corso dei decenni.
Guardando al futuro, Ceferin ha espresso ottimismo per il rilancio dei club italiani nelle competizioni europee, notando una crescita tattica e tecnica che ha riportato diverse squadre a competere per i trofei continentali più prestigiosi. Tuttavia, ha ribadito che il successo sportivo deve essere accompagnato da una solidità finanziaria e strutturale che solo riforme profonde possono garantire nel lungo periodo. L'invito finale è rivolto a tutte le componenti del sistema calcio italiano affinché remino nella stessa direzione, superando i campanilismi e le divisioni interne per presentarsi compatti di fronte alle sfide di un mercato globale sempre più esigente e competitivo, dove l'Italia deve tornare a recitare un ruolo da protagonista assoluta.

















