La Lazio si prepara a salutare uno dei suoi volti più iconici dell'ultimo decennio. Patric, difensore spagnolo che ha vestito la maglia biancoceleste per ben undici stagioni collezionando 244 presenze ufficiali, è ormai prossimo all'addio definitivo. La sua parabola a Roma sembra essersi conclusa a causa di un ultimo anno tormentato da continui problemi fisici, tra cui uno stop forzato a luglio e uno stiramento rimediato a fine agosto, che hanno spinto la società a escluderlo dalla lista per il campionato insieme a Luca Pellegrini. Il futuro del centrale iberico è già tracciato: lo attende l'Al-Ittifaq, club che milita nella seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti con sede a Dubai. In questa nuova avventura, Patric troverà vecchie conoscenze del calcio italiano come l'allenatore Paolo Montero e i compagni di squadra Mario Balotelli e Douglas Costa.
Le trattative per la separazione sono entrate nel vivo proprio in queste ore, con le parti impegnate a discutere i dettagli di una risoluzione consensuale del contratto, la cui scadenza naturale era fissata per il prossimo giugno. Nonostante la lunga militanza e l'attaccamento ai colori sociali, la Lazio non incasserà alcun indennizzo economico per il cartellino, concentrandosi piuttosto sul risparmio dell'ingaggio e sulla definizione degli accordi di uscita con il calciatore. Il tempo stringe, poiché il mercato negli Emirati chiuderà ufficialmente lunedì prossimo; entro quella data, Patric dovrà aver siglato l'intesa definitiva con la società di Dubai per iniziare il suo nuovo percorso professionale nella penisola arabica, chiudendo un capitolo lunghissimo della storia recente laziale.
L'uscita di Patric si inserisce in un contesto di profondo rinnovamento del reparto arretrato, iniziato con la partenza di Alessio Romagnoli e l'innesto di Diogo Leite. Proprio l'arrivo del portoghese ex Union Berlino testimonia la nuova linea tecnica tracciata da Gennaro Gattuso, che ha preferito puntare sulla freschezza del ventisettenne lusitano piuttosto che sull'esperienza di profili più maturi. Tra i nomi vagliati dalla dirigenza figurava infatti anche quello di David Alaba, attualmente in forza all'Udinese, ma il tecnico calabrese ha spinto per una soluzione più giovane e funzionale al suo sistema di gioco, valorizzando l'intesa già collaudata tra Leite e il compagno di reparto Doekhi. Questa scelta riflette la volontà di costruire una difesa più dinamica e meno soggetta ai cali fisici che hanno condizionato le ultime stagioni.
Nonostante la chiusura della finestra estiva, la Lazio dispone ancora di uno slot libero per tesserare un giocatore svincolato, ovvero un atleta che fosse senza contratto già prima del 30 giugno scorso. Il presidente Claudio Lotito aveva accarezzato l'idea di portare a Formello un profilo di alto spessore come Mauro Icardi, ma ha dovuto scontrarsi con il parere negativo di Gattuso. L'allenatore ha spiegato chiaramente di non ritenere l'attaccante argentino funzionale al suo progetto tecnico, preferendo mantenere il posto vacante per eventuali emergenze o per valutare con calma le opportunità che potrebbero presentarsi prima di gennaio. La strategia del club dipenderà molto dal verdetto atteso per l'inizio di dicembre, che stabilirà se il mercato invernale della Lazio sarà libero, parzialmente bloccato o totalmente precluso a causa di pendenze amministrative.
La situazione attuale vede dunque una squadra in transizione, che naviga tra la necessità di sfoltire la rosa e l'esigenza di rimanere competitiva in Serie A e nelle competizioni europee. La gestione dei senatori è diventata un tema centrale, con la società che sembra intenzionata a voltare pagina definitivamente rispetto al passato. Se da un lato l'addio di Patric libera spazio salariale e un posto in lista, dall'altro obbliga Gattuso a trovare nuovi leader all'interno dello spogliatoio. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la dirigenza deciderà di attingere al mercato degli svincolati per coprire eventuali lacune o se preferirà attendere la sessione di riparazione di gennaio, sperando in una sentenza favorevole che permetta di operare senza restrizioni eccessive sul fronte degli acquisti.

















