In occasione dell'evento intitolato "Il Calcio torna in piazza", svoltosi nello storico quartiere della Garbatella a Roma, Claudio Ranieri ha condiviso riflessioni profonde sul presente e sul futuro della Nazionale italiana. Il Direttore Tecnico azzurro ha partecipato con entusiasmo a questa tappa speciale di "Casa Azzurri on Tour", un'iniziativa promossa dalla FIGC per riavvicinare la maglia azzurra ai tifosi e alle comunità locali attraverso il territorio nazionale. Durante l'incontro, Ranieri ha sottolineato come il contatto diretto con la gente e la promozione del calcio di base siano elementi fondamentali per ricostruire l'identità del nostro movimento sportivo, partendo proprio dalle piazze che un tempo rappresentavano la vera e propria fucina di talenti del nostro Paese.
L'attenzione si è poi spostata sull'imminente sfida di Nations League contro il Belgio, che vedrà l'Italia protagonista allo Stadio Olimpico per la prima giornata del Gruppo A1. Ranieri ha descritto un Roberto Mancini estremamente motivato e consapevole della delicatezza dell'impegno, evidenziando come il Commissario Tecnico senta la pressione positiva di dover iniziare questo nuovo ciclo con il piede giusto. Sebbene Ranieri si definisca ormai un uomo che lavora dietro le quinte, osservando con distacco professionale, ha confermato che l'adrenalina all'interno dello spogliatoio è altissima. Ottenere un risultato positivo contro una delle selezioni più competitive del panorama internazionale darebbe infatti una spinta decisiva a tutto l'ambiente azzurro in vista dei prossimi impegni ufficiali.
Un passaggio fondamentale dell'intervento ha riguardato la formazione dei giovani calciatori, tema molto caro al Direttore Tecnico che ha citato un aneddoto legato al leggendario Vujadin Boskov. Ranieri ha ricordato come il tecnico serbo gli spiegò che, nella vecchia Jugoslavia, gli allenatori più pagati e valorizzati erano proprio quelli che si occupavano dei bambini, riconoscendo l'importanza cruciale della fascia d'età compresa tra i 5 e i 13 anni. Questa visione ha spinto Ranieri ad annunciare un imminente intervento istituzionale in Senato per discutere della valorizzazione delle scuole calcio. L'obiettivo dichiarato è quello di migliorare drasticamente la qualità degli istruttori e garantire loro compensi adeguati, cercando al contempo di sottrarre i giovanissimi alla sedentarietà delle console di gioco per riportarli a giocare all'aria aperta.
Infine, Ranieri ha toccato temi legati allo scouting e alla gestione politica della Federazione, rassicurando i tifosi sulla solidità del progetto tecnico nonostante le recenti turbolenze ai vertici della FIGC. Ha elogiato il lavoro capillare degli osservatori che monitorano costantemente i talenti emergenti, citando il successo nel convincere giocatori come Romano a vestire la maglia dell'Italia dopo un lungo dialogo con lo staff di Mancini. Il Direttore Tecnico ha ribadito con fermezza di essere un uomo di campo, totalmente concentrato sulla programmazione sportiva e sulla crescita della prima squadra, preferendo lasciare le vicende burocratiche e dirigenziali fuori dal perimetro di lavoro quotidiano del gruppo azzurro per non intaccare la serenità dei calciatori.

















