Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana è segnato da un'immediata gestione delle emergenze, con un'infermeria che continua a riempirsi proprio alla vigilia della delicata sfida contro il Belgio. Il commissario tecnico ha dovuto incassare i forfait pesanti di Bryan Cristante e Federico Dimarco, entrambi costretti a rinunciare alla convocazione per problemi fisici che richiedono assoluta cautela. Se per il centrocampista della Roma si tratta di noie muscolari da risolvere nel centro sportivo di Trigoria, per l'esterno dell'Inter è il ginocchio a destare preoccupazione, spingendo lo staff medico a optare per un rientro precauzionale alla Pinetina. Queste assenze si sommano a una lista già lunghissima di indisponibili che comprende nomi del calibro di Bastoni, attualmente squalificato, oltre ai vari Locatelli, Cambiaso, Rovella e Udogie, costringendo Mancini a ridisegnare completamente l'assetto difensivo e mediano della squadra in vista del match allo Stadio Olimpico.
Per sopperire alle mancanze sulle corsie esterne, il tecnico ha optato per la chiamata d'urgenza di Matteo Ruggeri, l'ex talento dell'Atalanta ora protagonista nel campionato inglese con la maglia dell'Aston Villa. Il calciatore ha raggiunto il ritiro di Coverciano soltanto in tarda serata, saltando la prima sessione di allenamento sul campo ma mettendosi subito a disposizione per la riunione tecnica serale. Nel frattempo, a centrocampo, Samuele Ricci è stato integrato nel gruppo per coprire il vuoto lasciato da Cristante, inserendosi in una gerarchia che vede attualmente Alessandro Romano e Mandragora come punti di riferimento principali per la cabina di regia. Durante le esercitazioni tattiche, Mancini ha mostrato di voler puntare su un modulo 4-3-3 dinamico, dove Nicolò Fagioli viene visto non solo come un possibile regista, ma soprattutto come una mezzala di costruzione capace di inserirsi e dialogare con Barella e Doumbia, quest'ultimo arrivato in gruppo dopo aver superato i test medici di rito.
La vera sorpresa della nuova gestione potrebbe essere l'esordio dal primo minuto di Alessandro Romano, il talentuoso mediano del Cagliari che la Federazione italiana è riuscita a strappare alla concorrenza della Svizzera. Il giovane centrocampista, ceduto durante la scorsa estate dalla Roma per una cifra superiore ai sei milioni di euro, rappresenta il prototipo del regista moderno: mancino naturale, dotato di una visione di gioco fuori dal comune e di una fisicità che lo rende completo in entrambe le fasi di gioco. In Svizzera lo consideravano già l'erede designato di Remo Freuler, citando spesso Granit Xhaka come suo modello d'ispirazione principale, ma Mancini sembra intenzionato a farne il perno centrale della sua nuova Italia. Venerdì sera, nel cuore dello stadio romano, Romano dovrebbe guidare il reparto mediano affiancato dall'esperienza di Nicolò Barella e dal dinamismo di uno tra Sandro Tonali e Davide Frattesi, in un mix di gioventù e solidità internazionale.
Per quanto riguarda il reparto offensivo, le indicazioni emerse dalle sessioni di allenamento a porte aperte suggeriscono un tridente d'attacco inedito e ricco di talento tecnico. Sulla fascia destra, il favorito per una maglia da titolare sembra essere Vergara, che nelle gerarchie attuali ha superato la concorrenza di Cambiaghi e di un Nicolò Zaniolo non ancora al meglio della condizione dopo il recente infortunio muscolare patito in campionato. Sul versante opposto, Giacomo Raspadori appare in netto vantaggio per occupare la posizione di ala sinistra, nonostante la crescita costante di Daniel Maldini e la curiosità attorno alla sorpresa Zoma. La squadra ha svolto un intenso lavoro teorico nell'Aula Magna del centro tecnico federale prima di passare alla fase atletica in palestra, segnale di come Mancini voglia curare ogni minimo dettaglio tattico per contrastare la qualità del Belgio e iniziare questo nuovo ciclo con un risultato di prestigio davanti al pubblico di casa.

















