Toni Kroos è tornato a parlare della sua esperienza al Real Madrid e delle ragioni che lo hanno spinto a ritirarsi dal calcio professionistico. Ospite della Settimana Bianca della Real Madrid Graduate School, il centrocampista tedesco ha ripercorso i momenti salienti della sua straordinaria carriera con la maglia merengue.

Durante l'intervento, Kroos ha descritto il clima che si respirava negli ambienti del club spagnolo, caratterizzato da un'esigenza costante di eccellenza. «Nella mia esperienza al Real, ho mantenuto la fame competitiva fino all'ultimo giorno», ha dichiarato. «Quando conquistavamo la Champions League, il giorno successivo il presidente ci ricordava che dovevamo puntare già al prossimo titolo. Avevi poche ore per goderti il successo, poi era necessario ritornare focalizzati sull'obiettivo seguente». Una mentalità che, secondo il tedesco, caratterizzava quotidianamente l'ambiente madridista: «In questo club, il pensiero dominante è sempre 'Champions League, Champions League, Champions League'».

Riguardo al conseguimento delle tre Champions League consecutive, Kroos ha sottolineato l'importanza della coesione di squadra: «Non era solo questione di calciatori forti, benché ce ne fossero molti. La chiave risiedeva nel fatto che quando l'arbitro fischiava il calcio d'inizio, tutti noi volevano la medesima cosa: vincere. Questo era il vero segreto dei nostri successi». Tuttavia, ha ammesso che senza la qualità tecnica e tattica collettiva, nemmeno la determinazione avrebbe potuto bastare.

Sulla decisione di appendere gli scarpini al chiodo, Kroos ha spiegato le sue motivazioni personali: «Non ho mai desiderato arrivare al punto in cui la mia prestazione iniziasse a calare o in cui dovessi affrontare problemi fisici significativi». Ha inoltre ribadito l'importanza di salutare il club nel modo più appropriato possibile: «Desideravo lasciare il Real Madrid preservando l'immagine che i tifosi hanno di me. L'ultima impressione che si lascia è fondamentale e per me era essenziale che fosse quella giusta».

Il centrocampista ha infine commentato il finale della sua avventura merengue, coinciso con i trionfi sia in Champions League che in Liga: «Non potevo certo programmare di vincere la Champions al momento del ritiro, poiché la decisione era già stata presa. Fortunatamente tutto si è allineato alla perfezione: il titolo europeo e quello domestico hanno reso tutto ancora più speciale».