Franco Mastantuono è diventato l'uomo del momento in Serie A dopo la straordinaria tripletta messa a segno contro il Venezia, una prestazione che ha acceso i riflettori sul talento argentino di proprietà del Real Madrid, attualmente in forza alla Fiorentina. Il diciannovenne, cresciuto nel vivaio del River Plate, sta dimostrando tutto il suo valore in maglia viola, ma il suo destino avrebbe potuto essere tinto d'azzurro se le trattative estive avessero preso una piega diversa. Alla vigilia della sfida tra Fiorentina e Napoli, emergono dettagli significativi su come il club partenopeo avesse seriamente accarezzato l'idea di portare il fantasista all'ombra del Vesuvio per rinforzare il reparto offensivo a disposizione del tecnico, cercando di anticipare la concorrenza internazionale.
Il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, non ha mai nascosto la sua ammirazione per il giovane talento, seguendolo con attenzione fin dai tempi in cui militava in Argentina. Durante l'ultima sessione di mercato, ci sarebbe stata una telefonata esplorativa molto concreta tra il dirigente azzurro e l'entourage del calciatore, rappresentato dai procuratori Fernandez e Tamer. Questa richiesta di informazioni non era un semplice sondaggio superficiale, ma il tentativo di capire se ci fossero i margini per un inserimento concreto, considerando che Manna aveva già provato a tessere i fili della trattativa prima ancora che il Real Madrid blindasse il giocatore con un investimento massiccio da quarantacinque milioni di euro nell'estate del duemilaventicinque.
Nonostante l'interesse concreto e la stima tecnica, l'operazione non è decollata a causa di precise restrizioni economiche e strategiche imposte dalla dirigenza partenopea. Il Napoli, impegnato in una complessa fase di ristrutturazione della rosa e di rientro in determinati parametri finanziari, si è scontrato con la ferma volontà del Real Madrid di cedere il ragazzo esclusivamente con la formula del prestito secco, senza alcuna opzione di riscatto futuro. Questa condizione, unita alla necessità del club di investire su profili di proprietà o con prospettive di permanenza a lungo termine, ha spinto la società a desistere, lasciando campo libero alla Fiorentina che ha invece accettato i termini dei Blancos per godersi le giocate del classe duemilasette.
L'intreccio Mastantuono è solo l'ultimo capitolo di una lunga serie di incroci di mercato che hanno caratterizzato i rapporti tra Napoli e Fiorentina negli ultimi anni. Durante la scorsa estate, gli azzurri avevano valutato con attenzione anche il profilo di Dodo, terzino brasiliano che sembrava ormai ai margini del progetto tecnico viola, mentre la Fiorentina aveva mostrato interesse per Lang, senza però affondare il colpo decisivo con la società di De Laurentiis. Tra i nomi che hanno infiammato le discussioni tra le due società figurano anche quelli di Dragusin, oggi colonna difensiva dopo l'esperienza al Tottenham, che fu vicinissimo al Napoli nel gennaio duemilaventiquattro, e Beto, considerato a lungo un possibile erede di Victor Osimhen prima che le strategie virassero su altri obiettivi.
La prossima sfida allo stadio Artemio Franchi si carica dunque di ulteriori significati, mettendo di fronte un Napoli rigenerato e una Fiorentina che si gode il suo nuovo gioiello argentino. Il rimpianto per non aver affondato il colpo su Mastantuono potrebbe pesare sulla dirigenza azzurra, specialmente se il ragazzo dovesse continuare a mostrare la continuità realizzativa vista nell'ultimo turno di campionato. Resta il fatto che il mercato del Napoli ha seguito linee guida rigorose, privilegiando la stabilità del bilancio e la costruzione di un gruppo solido, pur consapevole di aver lasciato sfuggire uno dei prospetti più cristallini del calcio mondiale, destinato a tornare alla base madrilena dopo questa parentesi formativa nel massimo campionato italiano.

















