Una battaglia tattica e di merito quella che si consuma nel reparto offensivo del Levante nella stagione 2025-26. Da una parte Carlos Espí, giovane promessa di venti anni con una prestanza fisica notevole (194 centimetri), dall'altra Etta Eyong, il camerunese arrivato con grande entusiasmo e considerato il volto nuovo del progetto tecnico. Lo scontro è stato deciso dai numeri e dalle prestazioni: fin qui vince il valenciano.
Espí ha vissuto un momento di forma straordinario nelle ultime settimane. Quattro partite consecutive con il gol: prima contro l'Alavés, poi Girona, Rayo Vallecano e Oviedo. A questi vanno aggiunti i tre gol complessivi realizzati, portando il totale a sei reti che hanno inciso direttamente sul cammino della squadra. Il giovane ariete ha dimostrato di sapere leggere il gioco in diverse situazioni, segnando sia da position che in contropiede, con il destro, il sinistro e di testa. La fiducia trasmessagli dall'allenatore Luís Castro sembra aver scatenato il suo potenziale.
Sul piano dei contributi concreti alla classifica, Espí ha portato a casa sei punti per il Levante: due contro l'Alavés, uno ciascuno contro Girona e Rayo, e altri due nella vittoria con l'Oviedo. Un bilancio di straordinaria efficienza per una giovane punta. Etta Eyong, invece, con i suoi cinque gol ha generato quattro punti: due nel successo contro il Girona, uno contro il Mallorca e uno con il Betis. Il camerunese ha impressionato inizialmente, ma la continuità non è arrivata.
L'evidenza più netta della situazione emergente è lo status quo attuale: Etta Eyong non è nemmeno tra i convocati. Nella recente sfida con l'Oviedo è rimasto in panchina senza scendere in campo. E il comportamento a bordo campo racconta una storia di frustrazione crescente. Durante i cambi nel secondo tempo, mentre tutto il resto della panchina si alzava per salutare i compagni uscendo dal terreno, Eyong è rimasto immobile e impassibile, senza nemmeno un gesto di supporto verso i propri compagni di squadra. Un'immagine catturata dalle telecamere che rivela il peso della competizione persa.
Allenatore Luís Castro, sin dal suo arrivo al Levante, ha chiarito la sua filosofia: "Non guardo la qualità né gli anni; con me giocano i migliori". Una dichiarazione che spiega perfettamente l'ascesa di Espí e il declino di Eyong nel progetto tecnico. Il campo, come sempre nel calcio, ha emesso il verdetto più impietoso.

















