La nuova formula della Champions League e delle altre competizioni UEFA finisce sotto accusa per presunte violazioni di proprietà intellettuale. Un tribunale di Madrid ha ammesso il ricorso presentato da Leandro Shara, matematico e consulente sportivo cileno, che sostiene come gli algoritmi alla base del sistema di abbinamenti introdotto dalla confederazione europea per il ciclo 2024-2027 siano stati copiati dai suoi studi.

Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, Shara avrebbe sviluppato nel corso degli anni un modello competitivo sofisticato, protetto come proprietà intellettuale attraverso la sua società MatchVision SpA. A suo dire, la UEFA avrebbe implementato questo sistema senza richiedere alcuna autorizzazione né corrispondere compensi, utilizzandolo direttamente nel nuovo format introdotto dal presidente Aleksander Ceferin.

Il Tribunale numero 16 di Madrid ha già stabilito di avere competenza sulla questione, ma con un'importante limitazione: la procedura riguarderà esclusivamente i danni e le violazioni riscontrati in territorio spagnolo. Nella sua ordinanza del 23 marzo, il magistrato ha chiarito come le azioni di risarcimento e le accuse di concorrenza sleale rimangono circoscritte agli effetti prodotti nel mercato iberico, applicando la dottrina europea dei cosiddetti danni "plurilocalizzati".

La UEFA ha tentato di bloccare il procedimento spagnolo, sostenendo che il tribunale di Madrid fosse incompetente e chiedendo il trasferimento della causa in Svizzera, dove ha sede la confederazione. Il giudice ha però rigettato il ricorso, confermando la sua giurisdizione per quanto riguarda le conseguenze legali nel contesto spagnolo. L'organo presieduto da Ceferin potrà comunque proporre eventuali ulteriori contestazioni dinanzi ai tribunali del paese dove ha la sede legale.

La vicenda rappresenta un precedente inedito nel mondo del calcio professionistico: mai prima d'ora una confederazione continentale era stata citata in giudizio per plagio di algoritmi sportivi. Shara, assistito dagli avvocati Blas González, Paul Hitchings e dallo studio legale BGA, chiede un risarcimento per l'utilizzo non autorizzato del suo sistema e per il danno economico derivante dalla diffusione del modello senza corrispettivo.