Il Real Oviedo ha acceso i riflettori sulla propria storia ultracentenaria con una notte magica che ha visto la città delle Asturie illuminarsi a festa. A mezzanotte, il Fondo Nord ha dato il via ai festeggiamenti accendendo fuochi artificiali da 25 punti diversi della città, trasformando Oviedo in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare cento anni di calcio, sofferenza e gloria. Una ricorrenza che la società ha voluto marcare non in una singola giornata, ma con un intero anno di manifestazioni ed eventi.
Le iniziative per il centenario hanno preso forma già mesi fa, con momenti significativi scanditi nel calendario. Il cantante Melendi ha composto un inno commemorativo che accompagna l'ingresso in campo della squadra a ogni gara. Le maglie speciali dedicate all'anniversario hanno fatto compagnia al club durante tutta la stagione, mentre a dicembre lo stadio del Tartiere ha riunito oltre cento ex calciatori in un'atmosfera carica di emozione durante l'Encuentro de Leyendas. Tra gli eventi più particolari spicca un viaggio fino al Vaticano, dove una delegazione della società ha consegnato al Papa Leone XIV magliette e simboli della cultura asturiana.
Non sono mancati i momenti di riflessione sulla memoria storica. Una mostra itinerante dedicata a Isidro Lángara, il leggendario attaccante che ha fatto epoca nel club, è stata allestita per ripercorrere le gesta di una figura carismatica legata indissolubilmente al Real Oviedo. I tifosi, attraverso le loro peñas, continuano a essere protagonisti di questa celebrazione collettiva che abbraccia l'intera comunità asturiana.
Vincente González-Villamil, uno dei volti istituzionali del club, non ha nascosto la gioia nel momento presente, pur consapevole delle difficoltà classificatorie: "Ovvio che bisogna celebrare. Occorre guardare al presente, perché non sappiamo mai cosa accadrà domani". Il messaggio è chiaro: il centenario è occasione per celebrare non solo il passato glorioso, ma anche la resilienza che contraddistingue il DNA ovaiedense. Anche Vili, uno dei nomi storici legati al Tartiere, ha voluto sottolineare l'importanza della festa, mettendo da parte per un momento le preoccupazioni della classifica.
La programmazione dei festeggiamenti proseguirà ancora con eventi speciali: la consegna del Trofeo Herrerita e soprattutto una partita-esibizione che metterà di fronte gli amici di Santi Cazorla contro gli amici di Esteban Suárez, due figure che rappresentano diverse ere della storia del club. Le strade di Oviedo rimangono vestite di blu, colore identitario della società, mentre il Tartiere si prepara a vivere momenti indimenticabili. Cento anni è una testimonianza di alti e bassi: dalle sfioramenti delle competizioni europee fino alla retrocessione in Tercera División, passando per risalite cariche di orgoglio. Questa celebrazione rappresenta un tributo a tutta quella storia.

















