Il Milan si interroga sul destino di Christian Pulisic, un calciatore che sembra essere diventato l'ombra del trascinatore ammirato nelle scorse stagioni. I numeri, impietosi, raccontano di una crisi profonda: sono trascorsi ben 255 giorni dall'ultima volta che l'attaccante statunitense ha gonfiato la rete e 109 giorni dalla sua ultima apparizione ufficiale in campo. Un'eternità per un giocatore che, sotto la precedente gestione tecnica di Massimiliano Allegri, rappresentava una colonna portante della formazione rossonera, capace di decidere derby e di ribaltare partite complicate, come quella contro il Torino giocata nonostante uno stato febbrile debilitante. Quel dinamismo che lo aveva reso l'idolo dei tifosi sembra essersi smarrito con l'arrivo del nuovo anno, lasciando spazio a un silenzio tecnico che preoccupa l'ambiente milanista.
L'avvento di Ruben Amorim sulla panchina del club di Via Aldo Rossi ha segnato un punto di svolta radicale, ma finora per Pulisic il cambiamento è stato sinonimo di esclusione. Nelle prime tre giornate di questo campionato, l'americano ha collezionato tre convocazioni che si sono tradotte in altrettante permanenze integrali in panchina. Nemmeno durante la sfida di cartello all'Allianz Stadium, nonostante un prolungato riscaldamento a bordo campo che aveva illuso i sostenitori, il tecnico portoghese ha ritenuto opportuno concedergli anche solo una manciata di minuti. Il tassametro della stagione attuale segna ancora uno zero assoluto alla voce minuti giocati, un dato allarmante per un profilo del suo calibro che dovrebbe invece guidare la manovra offensiva insieme a Rafael Leao.
Le ragioni di questo ostracismo non sono però legate a una bocciatura tecnica definitiva, bensì a una condizione atletica ancora precaria e a precise richieste tattiche. Amorim, nelle recenti conferenze stampa seguite agli impegni ufficiali, ha chiarito che il calciatore sta pagando i postumi di un infortunio che gli ha impedito di svolgere la preparazione estiva con il resto del gruppo. Il sistema di gioco del tecnico portoghese è estremamente esigente dal punto di vista fisico, specialmente per i trequartisti che devono garantire una copertura costante e un supporto difensivo a Estupinan sulla fascia sinistra. Al momento, l'attaccante non sembra possedere la brillantezza necessaria per sostenere questo doppio compito, rischiando di perdere lucidità nella fase cruciale della finalizzazione e dell'ultimo passaggio.
Oltre alle questioni di campo, sullo sfondo rimane la complessa trattativa per il rinnovo del contratto, un tema che aggiunge ulteriore pressione sulle spalle del numero undici rossonero. Senza un rientro in pianta stabile e prestazioni convincenti, il prolungamento dell'accordo potrebbe subire bruschi rallentamenti, mettendo in discussione la sua permanenza a Milano nel lungo periodo. La dirigenza e lo staff tecnico si aspettano un segnale di risveglio già dalle prossime sfide, sperando che il calciatore possa ritrovare quella gamba e quella rapidità d'esecuzione che lo avevano reso uno dei migliori interpreti del ruolo in Serie A. Il Milan ha bisogno del miglior Pulisic per competere ai vertici, ma la strada per il recupero totale appare ancora in salita e ricca di ostacoli tattici da superare.



















