La sfida di Champions League tra Fenerbahce e Roma non rappresenta soltanto un confronto tecnico di altissimo livello, ma si configura come un vero e proprio groviglio di storie di mercato, rimpianti mai del tutto sopiti e incroci del destino. Al centro dei riflettori c'è inevitabilmente Mason Greenwood, l'attaccante inglese che durante la scorsa sessione estiva è stato a un passo dal vestire la maglia giallorossa. Gian Piero Gasperini, attuale tecnico della Roma, si troverà oggi a dover studiare le contromisure per arginare un talento che avrebbe voluto allenare e vedere sfrecciare al fianco di Dybala e Malen. La dirigenza capitolina ha spinto con forza per assicurarsi le sue prestazioni per tutto il mese di giugno, ma alla fine ha prevalso l'offerta economica faraonica dei turchi, che garantiscono all'ex Manchester United uno stipendio da dieci milioni di euro a stagione, una cifra che ha spostato gli equilibri della trattativa.
Oltre al caso Greenwood, il rettangolo verde di Istanbul presenterà un altro volto notissimo e particolarmente amato dai tifosi romanisti: Romelu Lukaku. L'attaccante belga, che fu accolto trionfalmente a Ciampino direttamente dall'aereo privato pilotato da Dan Friedkin, ritrova la sua ex squadra dopo aver condiviso l'attacco con la Joya nelle stagioni passate. Tuttavia, le gerarchie del tecnico turco Kartal sembrano premiare al momento Vedat Muriqi, vecchia conoscenza della Lazio, che parte favorito per una maglia da titolare rispetto a "Big Rom". Mancherà invece per squalifica un altro ex biancoceleste, Matteo Guendouzi, fermato dal giudice sportivo dopo i disordini avvenuti nella concitata sfida dei playoff contro il Lione. La sua assenza toglie un pizzico di pepe agonistico a un match che per il centrocampista francese avrebbe avuto il sapore di un derby personale, visti i suoi trascorsi burrascosi con i colori giallorossi.
La trama della partita si infittisce ulteriormente guardando ai retroscena delle trattative passate e ai colpi sfumati che avrebbero potuto cambiare la fisionomia di entrambe le rose. La Roma, in tempi diversi, aveva effettuato sondaggi esplorativi per Kerem Aktürkoğlu e aveva cercato di strappare il terzino Nelson Semedo al Wolverhampton, senza però riuscire a concretizzare gli acquisti per diverse ragioni burocratiche e finanziarie. Un caso emblematico di questo intreccio è quello di Jayden Oostewolde: il difensore era stato praticamente acquistato dal direttore sportivo D'Amico, ma il trasferimento è saltato clamorosamente dopo le visite mediche effettuate a Trigoria, che avevano evidenziato criticità fisiche ritenute troppo rischiose. Il giocatore è poi tornato in Turchia, dove recentemente è stato sottoposto a un intervento chirurgico, aggiungendo un ulteriore velo di amarezza a questo incrocio europeo.
Dal punto di vista ambientale e statistico, la Roma torna a calcare il prestigioso palcoscenico della Champions League dopo un'attesa estenuante durata ben 2745 giorni, un lasso di tempo che rende questa trasferta ancora più carica di significato. L'atmosfera a Istanbul si preannuncia infuocata, ma il rispetto per la compagine italiana è massimo da parte dei padroni di casa. L'allenatore del Fenerbahce, Kartal, ha speso parole di grande stima alla vigilia, dichiarando: «Abbiamo analizzato minuziosamente ogni dettaglio del loro gioco; sappiamo che in certi momenti della partita corrono dei rischi calcolati e noi dovremo essere bravi ad approfittarne. Sono in una condizione fisica eccellente e dispongono probabilmente della rosa più competitiva della loro intera storia». A fargli eco è stato l'ex difensore dell'Inter, Milan Skriniar, che ha mostrato grande sicurezza affermando che il reparto offensivo giallorosso, pur essendo temibile, non spaventa affatto la retroguardia turca.



















