L'Unione Europea di Calcio ha ufficializzato le sanzioni nei confronti del Benfica in seguito agli incidenti razzisti verificatisi durante lo scontro di playoff di Champions League contro il Real Madrid dello scorso mese. Il club della capitale portoghese dovrà pagare una multa complessiva di 65mila euro, mentre il presidente dell'istituzione arbitrale ha disposto anche una chiusura parziale dello stadio con carattere sospensivo.

La partita, disputata all'Estadio da Luz, è stata caratterizzata da numerosi comportamenti scorretti dei tifosi biancorossi. In particolare, il brasiliano Vinicius Junior ha denunciato insulti a sfondo razziale ricevuti dal difensore Gianluca Prestianni. Dalle indagini successive è emersa una serie di violazioni: lanci di oggetti dal settore ospiti, utilizzo di puntatori laser e, soprattutto, comportamenti discriminatori da parte di alcuni supporter che hanno intonato cori offensivi e compiuto gesti inaccettabili. Inoltre, il vice allenatore Pedro Luis Ferreira Machado è stato protagonista di condotte non rispettose verso l'avversario.

Nel dettaglio, la UEFA ha inflitto 40mila euro di multa proprio per il comportamento razzista e discriminatorio della tifoseria, con la contemporanea condanna alla chiusura di 500 posti (settori 10 e 11) nella prossima partita interna di una competizione continentale. Questa sanzione rimane sospesa per dodici mesi a titolo di probation. Ulteriori 8mila euro sono stati richiesti per l'utilizzo di strumenti laser, mentre altri 25mila sono stati irrogati per i lanci di oggetti. L'assistente allenatore lusitano, inoltre, dovrà saltare il prossimo match in programma.

Il doppio confronto si è concluso con l'eliminazione dei portoghesi, sconfitti 3-1 complessivamente dai campioni d'Europa. José Mourinho, tecnico del Benfica, aveva commentato l'accaduto con atteggiamento cauto, dichiarando di non credere alle versioni opposte dei fatti e sottolineando come nella storia del club ci sia stato un grande campione di origini africane quale Eusébio, mitigando così le accuse di razzismo istituzionale.