La sessione estiva di calciomercato del Napoli si è conclusa all'insegna di una strategia oculata, dettata dalla necessità di far quadrare i conti e rispettare i parametri imposti dalle normative europee. Il presidente Aurelio De Laurentiis era stato categorico all'inizio di luglio, dichiarando che con una rosa di ben quarantasette elementi, la priorità assoluta sarebbe stata sfoltire l'organico con almeno venticinque cessioni prima di procedere a nuovi acquisti. Questa linea di condotta ha influenzato ogni operazione, portando il direttore sportivo Manna a lavorare intensamente sulle uscite per alleggerire il monte ingaggi e creare lo spazio necessario per i pochi, ma mirati, innesti richiesti dalla guida tecnica.
Sul fronte delle entrate, i volti nuovi che si aggregano al gruppo di Massimiliano Allegri sono il difensore centrale francese Badiashile e il giovane terzino Favasuli. Il primo arriva dal Chelsea con la formula del prestito oneroso a 3 milioni di euro e un diritto di riscatto fissato a 27 milioni; a venticinque anni, il centrale cerca il definitivo rilancio in Italia dopo un biennio complicato a Londra, con il difficile compito di non far rimpiangere la partenza di Buongiorno. Favasuli, invece, rappresenta una scommessa per il futuro: prelevato dal Catanzaro per un milione di prestito e un obbligo di riscatto a 6 milioni, il ventunenne è reduce da una stagione esaltante in Serie B ed è pronto a misurarsi con il palcoscenico della massima serie.
Nonostante l'apparente immobilismo, il club partenopeo ha dovuto onorare impegni economici pesanti legati ai riscatti obbligatori e facoltativi. L'investimento più massiccio ha riguardato l'attaccante Hojlund, il cui riscatto da 44 milioni di euro è scattato automaticamente grazie alla qualificazione in Champions League. A questa cifra si aggiungono i 16,5 milioni versati per assicurarsi definitivamente le prestazioni del portiere Alisson, esercitando il diritto pattuito in precedenza. Parallelamente, la società ha blindato il giovane Marianucci con un rinnovo contrattuale a lunghissimo termine fino al 2032, segnale di una volontà di programmazione che guarda lontano, nonostante le restrizioni del presente.
La rosa ha subito una profonda trasformazione anche attraverso le partenze e i mancati arrivi che hanno generato qualche malumore. Hanno salutato la maglia azzurra veterani e profili di spessore come Lukaku, Juan Jesus, svincolato alla scadenza del contratto, Elmas, rientrato dal prestito, oltre a Gutierrez e Mazzocchi. Sul fronte delle cessioni temporanee, Cajuste si è accasato al Malaga e Lindstrom al Salisburgo, entrambi con diritto di riscatto, mentre il giovane Garofalo è sceso di categoria verso la Dolomiti Bellunesi. Resta però il rammarico per l'attaccante richiesto espressamente da Allegri, un profilo con caratteristiche specifiche che non è mai approdato a Castel Volturno, costringendo il tecnico a fare affidamento sui rientranti Lucca, Lang e Rafa Marin.
In questo scenario di slalom speciale tra i bilanci, la vera ancora di salvezza per i tifosi napoletani sembra essere proprio Massimiliano Allegri. L'allenatore toscano è chiamato a compiere un autentico miracolo tattico, cercando di integrare elementi come Neres, che torna a disposizione dopo un lunghissimo stop di oltre sette mesi, e di rigenerare calciatori che sembravano aver esaurito il proprio ciclo motivazionale. Il Napoli si presenta ai nastri di partenza come l'unica tra le grandi potenze del campionato a non aver stravolto la squadra con acquisti roboanti, puntando tutto sulla solidità difensiva e sulla capacità del proprio tecnico di trovare nuovi equilibri in una stagione che vedrà gli azzurri impegnati su tre fronti, tra campionato, Coppa Italia e la prestigiosa vetrina della Champions League.



