Il Chelsea esce sconfitto dai quarti di finale della Champions League femminile, cedendo 3-1 all'Arsenal all'Emirates Stadium, ma la prestazione arbitrale lascia l'amaro in bocca. Sonia Bompastor, manager della squadra londinese, non risparmia critiche alla gestione della partita e soprattutto alle decisioni tecniche che hanno condizionato lo svolgimento del match.

A far infuriare la panchina Blues è stato in particolare l'annullamento del gol di Veerle Buurman nel primo tempo. L'arbitro rumeno Alina Pesu ha fischiato un fallo in attacco per una spinta su Laia Codina, decisione poi confermata dal VAR nonostante le evidenti proteste delle giocatrici del Chelsea. Un gol che avrebbe riportato la partita sul 2-1 poco prima dell'intervallo. L'ex capitano dell'Inghilterra Steph Houghton ha definito la decisione «scandalosa» durante la diretta radiofonica della BBC.

«È veramente frustrante» ha dichiarato Bompastor al termine della gara. «Ovviamente è sempre più difficile protestare quando hai perso, ma il livello non è accettabile. Abbiamo bisogno di trovare soluzioni concrete. Quando giochi un quarto di finale di Champions League, il calcio femminile deve ricevere il rispetto che merita, così come le calciatrici che lottano ogni settimana per dare il massimo. Quel gol era regolarissimo, non capisco come il VAR possa averlo annullato. È davvero un peccato». La frustrazione di Bompastor era visibile anche durante il match, con gesti nervosi verso l'arbitro per contestare le scelte tecniche.

Non è stato l'unico episodio della serata: anche il gol di Kadeisha Buchanan nel finale è stato annullato per fallo sulla portiera avversaria Anneke Borbe, benché in questo caso le immagini abbiano confermato la correttezza della decisione. L'allenatore ha colto l'occasione per segnalare un problema ricorrente: «Succede costantemente. Quando chiedo agli arbitri di controllare, dicono sempre che stanno già verificando, ma poi comunicano la decisione sbagliata. Con i semplici errori umani si accetta, ma con il VAR non è giustificabile. Questa non è la prima volta questa stagione in Champions League. Quando abbiamo affrontato il Barcellona, il gol di Catarina Macario è stato annullato per presunto fuorigioco che non c'era. Queste scelte cambiano completamente la partita».

Pur riconoscendo i benefici della tecnologia, Bompastor ha messo l'accento sulla necessità di migliorare la competenza di chi la gestisce: «Il VAR è positivo per il calcio femminile, ma chi lo utilizza deve essere in grado di analizzare correttamente le situazioni. Per rispettare davvero il nostro campionato, servono i migliori arbitri sulle partite più importanti. Se necessario, anche attingendo dal calcio maschile, ma devono essere professionisti di alto livello».