Il Siviglia rappresenta ormai un banco di prova sempre più difficile per qualsiasi tecnico che accetti la panchina andalusa. Dal 2016 a oggi, quando il club ha salutato Unai Emery, sono stati ben 14 i cambi in panchina, con un'accelerazione particolare negli ultimi anni. Il ciclo vincente del tecnico basco, caratterizzato da tre Europa League consecutive, ha lasciato un'eredità così importante da risultare praticamente impossibile da colmare per i suoi successori.

Fra i tanti nomi passati da Nervión, solo due hanno resistito per una stagione intera: Jorge Sampaoli nella sua prima esperienza e Julen Lopetegui. Sampaoli arrivò nel 2015 e condusse il Siviglia agli ottavi di Champions oltre a piazzarlo al quarto posto in campionato, mantenendo una media di 1,75 punti per partita. Tuttavia, la chiamata della nazionale argentina lo allontanò dal progetto. Al suo ritorno, anni dopo, durò appena 165 giorni e una media di 1,45 punti per gara: un'esperienza completamente diversa dalla precedente.

Edoardo Berizzo rappresenta il punto di svolta negativo nella storia recente del club. Fu il primo a essere esonerato a metà stagione dopo un decennio di stabilità relativa, nonostante lasciasse la squadra in quinta posizione. Una decisione che i dirigenti definirono "delicata e dolorosa", con una media di 1,78 punti per partita, gli stessi che aveva ottenuto Emery. Dopo di lui iniziò un'emorragia di esoneri.

Vincenzo Montella subì il medesimo destino dopo aver incassato cinque sconfitte in nove partite, inclusa l'umiliante finale di Coppa del Re persa 5-0 contro il Barcellona. Con appena 1,43 punti di media in 28 partite, il suo esonero rappresentò il culmine di una crisi di risultati che pareva inarrestabile. In questo caos, Joaquín Caparrós è stato chiamato a salvare la situazione per ben tre occasioni diverse nel decennio, fungendo da "pompiere" dell'emergenza ogni volta che la situazione diventava insostenibile.

L'eredità di Emery continua a pesare come una pietra tombale sulla panchina sivigliana. Le tre Europa League non sono state solo successi sportivi, ma hanno creato un'aspettativa tale che nessuno sembra in grado di gestire. Eppure, paradossalmente, il Siviglia si è nuovamente coronato nel continente europeo dopo la partenza del tecnico basco, dimostrazione che la qualità della squadra rimane, ma qualcosa nel progetto tecnico non riesce più a funzionare con la continuità necessaria.