Inizio shock allo stadio Artemio Franchi, dove la Fiorentina, impegnata nelle celebrazioni solenni per il proprio centenario, si ritrova clamorosamente sotto di due reti contro un Frosinone cinico e straordinariamente organizzato. La gara si è sbloccata al 25' grazie alla firma di Antonio Raimondo, che ha siglato il suo primo storico centro nel massimo campionato italiano: l'azione è nata da un'iniziativa travolgente di Kvernadze sulla fascia sinistra, capace di saltare l'uomo e servire un pallone basso e teso al centro dell'area di rigore. Raimondo è stato il più lesto di tutti e, nonostante la pressione asfissiante dei difensori viola, è riuscito a concludere di sinistro battendo un David De Gea non impeccabile, che ha toccato la sfera senza però riuscire a deviarla fuori dallo specchio della porta.
Il raddoppio dei ciociari è arrivato poco prima dell'intervallo, precisamente al 38', grazie a un'incornata imperiosa di Gabriele Bracaglia. Il difensore ha svettato più in alto di Dragusin su un calcio d'angolo pennellato perfettamente da Calò, gelando ulteriormente il pubblico di casa che si aspettava un pomeriggio di ben altro tenore. La sfida odierna non è infatti una partita qualunque per il club toscano, poiché coincide con l'avvio ufficiale dei festeggiamenti per i cento anni di storia della società. L'atmosfera pre-partita era carica di emozione, con la Curva Fiesole che ha messo in scena una coreografia imponente per accogliere i giocatori, i quali per l'occasione indossano una divisa celebrativa bianca e rossa appositamente disegnata per l'evento.
Al termine dell'incontro è prevista una sfilata di leggende che hanno fatto la storia del club, tra cui spiccano i nomi di Gabriel Omar Batistuta e Carlos Dunga, accompagnata da uno spettacolo pirotecnico e giochi di luce mozzafiato. Tuttavia, il risultato maturato sul campo nella prima frazione di gioco rischia di rovinare un clima che doveva essere di pura festa, mettendo a nudo le fragilità difensive della squadra di Fabio Grosso, ancora scossa dalla pesante sconfitta rimediata lunedì scorso all'Olimpico contro la Roma. Oltre alle difficoltà tattiche, la Fiorentina deve gestire una situazione interna piuttosto complessa legata al futuro di Moise Kean. L'attaccante, ormai considerato un separato in casa dopo l'accordo di massima raggiunto con il Como, ha continuato ad allenarsi in solitaria presso il Viola Park, in attesa che la dirigenza trovi un sostituto all'altezza sul mercato.
Il tecnico Fabio Grosso ha cercato di gettare acqua sul fuoco durante la vigilia, dichiarando che, nonostante le ingenuità commesse, il comportamento del giocatore è stato finora corretto, ma ha sottolineato come la priorità assoluta sia smuovere la classifica. Le manovre di mercato coordinate da Fabio Paratici si concentrano ora su Beto dell'Everton e Joshua Zirkzee del Manchester United, con l'obiettivo di regalare al tecnico una punta affidabile. Sul fronte tattico, Grosso ha lanciato dal primo minuto diversi volti nuovi come Valdepenas, Jimenez e Oulai, cercando di dare una scossa a un gruppo che sembra ancora alla ricerca della propria identità definitiva. L'allenatore ha ribadito la necessità di avere due giocatori competitivi per ogni posizione in campo, un obiettivo che la società sta perseguendo anche attraverso operazioni in uscita, come dimostra il recente trasferimento ufficiale di Fabbian al Parma.
Nel frattempo, il Frosinone sta dimostrando di saper soffrire e colpire al momento giusto, nonostante le tensioni interne legate al caso Ghedjemis, l'esterno franco-algerino che ha agitato la vigilia della trasferta toscana. La solidità mostrata dai ciociari mette in evidenza il lavoro di preparazione svolto per affrontare una Fiorentina distratta sia dalle celebrazioni che dalle voci di mercato riguardanti Gudmundsson e Dodo. La ripresa richiederà uno sforzo mentale notevole per i viola, chiamati a ribaltare un punteggio pesante per non trasformare la festa del centenario in una serata da dimenticare. Grosso dovrà essere bravo a toccare le corde giuste nello spogliatoio, cercando di sfruttare la qualità dei singoli per scardinare la retroguardia del Frosinone, apparsa finora granitica e ben protetta dal senso della posizione dei propri interpreti.

