Lo scontro ai vertici del calcio mondiale ha raggiunto un nuovo picco di tensione dopo le recenti dichiarazioni di Aleksander Ceferin. Il presidente dell'UEFA ha usato parole durissime per descrivere il fallito tentativo di Gianni Infantino, numero uno della FIFA, di vendere quote commerciali e partecipazioni nei tornei mondiali attraverso il progetto denominato FIFA Forward Enterprise. Secondo Ceferin, questa iniziativa sarebbe stata persino peggiore del piano per la creazione della Superlega che ha scosso l'Europa nel 2021. Mentre in quel caso si trattava di un gruppo di club d'élite che cercava di creare un proprio campionato indipendente, nel caso della proposta di Infantino si sarebbe trattato, secondo lo sloveno, di una vera e propria vendita dell'anima dello sport a interessi privati, un atto che avrebbe distrutto le fondamenta stesse del calcio globale.
Il progetto in questione, che prevedeva la cessione di asset strategici legati alla Coppa del Mondo, è stato ufficialmente accantonato all'inizio di agosto a causa di una fortissima opposizione interna ed esterna. Ceferin si è detto assolutamente certo che tale piano sia ormai defunto, sottolineando come la cosa più importante sia stata fermare un ulteriore tentativo di sottrarre lo sport alla collettività. Il presidente UEFA ha espresso profondo sdegno verso l'idea che il calcio, che appartiene a tutti, possa essere trattato come una merce da svendere al miglior offerente. Questa ferma posizione riflette un clima di rottura totale tra le due principali organizzazioni calcistiche, con Ceferin che ha rivelato di non aver più avuto contatti diretti con Infantino da quando lo scandalo legato a questo progetto è scoppiato pubblicamente.
Le ripercussioni politiche di questo scontro potrebbero manifestarsi già nel prossimo marzo, in occasione delle elezioni per la presidenza della FIFA che si terranno a Rabat. Ceferin ha avvertito che Infantino si troverà ad affrontare una strada molto stretta per la sua sopravvivenza politica. Secondo il leader dell'UEFA, esistono due scenari: o Infantino si renderà conto di aver perso il sostegno non solo politico dei delegati, ma anche quello morale della comunità calcistica, dei tifosi, dei giocatori e degli allenatori, oppure deciderà di ricandidarsi affrontando però uno sfidante agguerrito. Tra i nomi che circolano con insistenza come possibili avversari spicca quello di Victor Montagliani, attuale presidente della Concacaf, che potrebbe raccogliere il consenso di chi desidera un cambio di rotta radicale nella gestione della federazione internazionale.
Nel frattempo, l'UEFA non si limita alle critiche verbali ma sta consolidando alleanze strategiche per limitare l'influenza della FIFA. È in corso una stretta collaborazione con la Concacaf per la creazione di una Nations League combinata, un progetto che potrebbe ridefinire i calendari internazionali e aumentare il peso politico delle confederazioni continentali a discapito di Zurigo. Nonostante le voci di un possibile ritorno della Superlega sotto l'egida della stessa FIFA, Ceferin si è detto fiducioso che un simile scenario non si concretizzerà per almeno i prossimi dieci o venti anni, grazie all'attuale unità d'intenti tra le federazioni europee. Infine, lo sloveno ha escluso categoricamente una propria candidatura alla presidenza FIFA, preferendo mantenere il suo ruolo attuale per preservare la propria credibilità e continuare la battaglia per la difesa del modello sportivo europeo.



