Una notte amara per il calcio argentino e per uno dei suoi simboli più luminosi dell'ultimo ventennio. Il Rosario Central è stato eliminato dalla Copa Libertadores per mano del Corinthians, una sconfitta che brucia non solo per il risultato finale ma per come è maturata sul campo. Nonostante la superiorità numerica acquisita durante il match, la formazione di Rosario non è riuscita a imporsi in terra brasiliana, uscendo anzitempo dalla massima competizione continentale sudamericana. Questo fallimento sportivo ha lasciato un segno profondo nell'animo di Angel Di Maria, apparso visibilmente scosso e provato al termine della sfida decisiva.

Intervistato dai microfoni di Fox Sports subito dopo il fischio finale, l'ex fuoriclasse di Juventus, Real Madrid e Paris Saint-Germain non ha nascosto la propria devastazione emotiva. "Si tratta di un momento estremamente complicato perché il mio sogno era diverso, il mio desiderio era quello di poter continuare questo percorso, ma purtroppo il calcio è fatto così", ha dichiarato con amarezza il campione del mondo 2022. Di Maria ha poi analizzato con lucidità la prestazione della squadra, sottolineando come il Rosario Central abbia sprecato diverse occasioni nitide per passare in vantaggio e non sia stato capace di concretizzare la mole di gioco prodotta, specialmente dopo il risultato della gara d'andata che lasciava presagire un esito ben differente per le sorti della qualificazione.

Le parole più pesanti pronunciate dal fantasista argentino, tuttavia, sono quelle riguardanti il suo futuro professionale, che ora appare quanto mai incerto e appeso a un filo. Il "Fideo" ha ammesso apertamente che questa cocente delusione potrebbe rappresentare il capolinea definitivo della sua straordinaria carriera agonistica: "Adesso sarà il momento di fermarsi a pensare e vedere cosa voglio continuare a fare realmente". Queste dichiarazioni aprono ufficialmente alla possibilità di un ritiro imminente, un'ipotesi che i tifosi del Rosario e tutti gli amanti del calcio internazionale speravano di poter scongiurare ancora per qualche stagione. A 36 anni, dopo aver vinto ogni trofeo possibile tra Europa e Nazionale, il peso della fatica e delle delusioni sembra aver raggiunto un punto di rottura.

Il ritorno di Di Maria al Rosario Central era stato accolto mesi fa come il coronamento di una parabola leggendaria, un puro atto d'amore verso il club che lo aveva lanciato nel grande calcio prima del suo sbarco nel Vecchio Continente. Tuttavia, l'avventura romantica non sta regalando le gioie sperate, con il club che fatica a ritrovare la propria dimensione nelle competizioni internazionali più prestigiose. La sconfitta contro il Corinthians, arrivata nonostante i brasiliani fossero rimasti con un uomo in meno, è stata descritta dal giocatore come un evento quasi inspiegabile e crudele: "A volte la fortuna non ti assiste e oggi è andata proprio così, non siamo riusciti a concludere ciò che avevamo iniziato con impegno". Ora la palla passa alla riflessione privata, con il mondo del calcio che attende con il fiato sospeso di sapere se uno dei mancini più raffinati della storia appenderà definitivamente gli scarpini al chiodo.