La tensione in casa Porto è ormai palpabile e il futuro di Rodrigo Mora sembra essere sempre più lontano dal Portogallo, con la Roma che osserva interessata l'evolversi della situazione. Durante l'ultima sfida di campionato contro il Rio Ave, vinta dai Dragoni per 2-0, il giovane talento con la maglia numero 86 è rimasto seduto in panchina per tutti i novanta minuti, alimentando ulteriormente le voci di un imminente addio. I media locali hanno riportato scene di saluti particolarmente calorosi e abbracci intensi tra il calciatore e i suoi compagni di squadra al termine del match, segnali che nell'ambiente calcistico vengono spesso interpretati come un ultimo saluto prima di un trasferimento. Nonostante l'incertezza, la società capitolina sta valutando attentamente se affondare il colpo, frenata dalle alte richieste economiche del presidente André Villas-Boas e dalla complessità di una trattativa che si trascina ormai da diversi giorni.

Al termine della gara, il tecnico italiano Francesco Farioli è intervenuto in conferenza stampa per fare chiarezza, rispondendo con fermezza alle recenti dichiarazioni dell'avvocato del giocatore, il quale aveva lamentato lo scarso impiego del suo assistito definendolo una "terza scelta". Farioli ha replicato duramente: "Ho letto i commenti e credo che alla gente piaccia creare delle narrazioni. Questa persona non ha mai parlato con me e non può sapere se Rodrigo sia la prima, la seconda o la terza opzione nelle mie gerarchie. Questo genere di uscite pubbliche non aiuta nessuno e non mette in buona luce il calciatore di cui ci si dovrebbe prendere cura". L'allenatore ha poi sottolineato come la priorità assoluta rimanga sempre il bene del collettivo, ribadendo che nel Porto non esiste nulla di più importante del gruppo e che le scelte tecniche vengono fatte esclusivamente per il successo della squadra, come dimostrato dai recenti trionfi in campionato e in Supercoppa.

Entrando nel merito della gestione tecnica, Farioli ha cercato di minimizzare il divario tra i suoi giocatori, citando i minutaggi della scorsa stagione per giustificare l'alternanza tra Mora e il suo compagno di reparto Gabri Veiga. Tuttavia, analizzando i dati reali, emerge una discrepanza che spiega il malumore del giovane talento: Mora ha collezionato 1860 minuti contro i 2474 di Gabri Veiga, una differenza di oltre 600 minuti che equivale a circa sette partite intere. In campionato, la disparità è ancora più evidente, con Veiga che ha disputato 31 partite, di cui 21 da titolare o con almeno un tempo di gioco, rispetto alle 28 presenze di Rodrigo, il quale solo in 13 occasioni ha superato la soglia dei 45 minuti in campo. Questi numeri confermano la sensazione del calciatore di non essere considerato un elemento centrale nel progetto tecnico di Farioli, spingendolo a cercare fortuna altrove, preferibilmente in una piazza prestigiosa come quella giallorossa.

La Roma, dal canto suo, si trova davanti a un bivio cruciale per la chiusura del mercato estivo. Se da un lato il profilo di Rodrigo Mora è considerato ideale per rinforzare il centrocampo di Daniele De Rossi, dall'altro le pretese economiche del Porto e la resistenza della dirigenza lusitana rendono l'operazione estremamente onerosa. Il club giallorosso non ha intenzione di partecipare ad aste al rialzo e potrebbe decidere di ritirarsi dalla corsa se non dovessero esserci aperture significative nelle prossime ore. La situazione rimane in una fase di stallo dinamico: mentre il giocatore sembra aver già salutato idealmente lo stadio e i compagni, la diplomazia tra i club lavora freneticamente per trovare un punto d'incontro che soddisfi le esigenze di bilancio dei portoghesi e le necessità tecniche dei capitolini, in un clima di crescente nervosismo mediatico alimentato dalle frizioni tra Farioli e l'entourage del ragazzo.