Una settimana di vergogna e riscatto. Il Valencia ha vissuto giorni convulsi dopo il ko casalingo contro l'Oviedo, il fanalino di marcia della Liga, un risultato che rappresenta un vero e proprio trauma per il club valenciano. Una débâcle tant'è che nella storia del Valencia, negli ultimi 107 anni, era la seconda volta che capitava di perdere entrambi i match contro il penultimo in classifica. Una ferita aperta che ha spinto la squadra a una reazione immediata nella trasferta di Siviglia contro il Siviglia, trasformando la rabbia in risultati concreti.

La metamorfosi dei Murciélagos è stata evidente fin dai primi minuti della partita al Sánchez Pizjuán. Dall'apatia sfoggiata al Tartiere alle pressioni asfissianti su ogni pallone. Dal ritardo sistematico nelle letture difensive all'anticipo deciso attraverso l'intensità. Non si trattava di impressioni esterne: gli stessi calciatori e lo staff tecnico hanno voluto comunicare consapevolezza di quanto accaduto. Carlos Corberán, durante un'interruzione per infortunio nel corso della sfida, ha affrontato direttamente Luis Rioja con parole cariche di significato: "Ci siamo lasciati i coglioni in campo come animali", per poi aggiungere un richiamo ancora più esplicito: "La gente deve sapere che questi punti significano la vita, eh". Un'ammissione che racconta di una settimana difficile dentro la città sportiva di Paterna, dove la riflessione sulla disfatta ovetense è stata il tema dominante.

La pressione psicologica della situazione era tangibile nei discorsi postpartita. Hugo Duro ha espresso il concetto con la chiarezza di chi ha toccato il fondo: "Non possiamo farci battere in campo. Se perdi dando tutto, è sfortuna; ma se corri e fai le cose bene è difficilissimo batterci. L'Europa non può rimanere solo parole, bisogna correre e essere undici guerrieri come oggi". Un messaggio che rimandava direttamente al comportamento da riprovare messo in mostra sette giorni prima a Oviedo, dove probabilmente la squadra ha raggiunto il suo punto più basso dal punto di vista dell'atteggiamento.

Il contrasto tra i due Valencia è disarmante: quello che scende in campo a Siviglia non ha nulla a che vedere con quello del Nuovo Tartiere. L'episodio della settimana precedente, dove il Levante (penultimo in classifica) aveva calato quattro gol proprio all'Oviedo, rendeva ancora più ridicolo il risultato del Valencia. Era inevitabile che la reazione fosse violenta e consapevole, esattamente come rispecchiato dalle parole dei protagonisti. Non si tratta di promesse vuote, ma di ammissioni di colpa accompagnate da cambiamenti concreti sul rettangolo verde.